Alitalia, Intesa dice sì e punta 100 milioni

Il Comitato per le privatizzazioni dovrà dare l’ok al valore delle nuove azioni, poi il Tesoro deciderà sul proprio ruolo

da Milano

Il panorama d’attesa che sta precedendo l’aumento di capitale dell’Alitalia ieri si è arricchito di qualche elemento nuovo, anche se non definitivo. Il primo è l’ufficializzazione, che finora non c’era stata, della partecipazione di Banca Intesa al consorzio bancario di garanzia. Il secondo è qualche dettaglio sulla tempistica, emerso dopo una riunione al Tesoro tra tecnici del ministero, di Deutsche Bank e, appunto, di Intesa. Lunedì, come annunciato ieri, il consiglio di amministrazione della compagnia delibererà l’operazione e ne definirà l’importo, che potrà essere «fino a un massimo» di 1,2 miliardi. Il prezzo di emissione delle nuove azioni sarà fissato in una successiva riunione, «entro venerdì 11» indica una fonte finanziaria, molto probabilmente giovedì 10. La stessa riunione prenderà atto, probabilmente, anche della costituzione del consorzio di garanzia - che nel frattempo sarà stato definito - e l’azienda procederà alla formalizzazione dell’incarico relativo.
Successivamente alla fissazione del prezzo, forse nella stessa giornata, il Comitato per le privatizzazioni dovrà dare il proprio assenso alla congruità del prezzo; lo stesso comitato riferirà poi al Tesoro, il quale dovrà decidere in che misura partecipare all’operazione. Ricordiamo che, secondo le indicazioni di Bruxelles, la partecipazione pubblica dovrà scendere sotto il 50%. Quanto al prezzo, le indiscrezioni che trapelano dal mondo bancario coinvolto sono ancora piuttosto vaghe, con una larga forchetta tra 1 e 2,5 euro a nuova azione. Ricordiamo che i mezzi propri per ogni azione Alitalia corrispondono attualmente a 2,5 euro, e che è praticamente da escludere che nuove azioni di una società tuttora in crisi possano essere emesse sopra quella cifra.
In queste ore si sta ancora lavorando per la costituzione del consorzio di garanzia, sul quale per ora sono solo due le cose certe: che Deutsche Bank avrà il ruolo di global coordinator (realisticamente il suo impegno sarà quantificabile intorno ai 200-250 milioni) e che Intesa - come ha annunciato ieri il capo divisione corporate Gaetano Miccichè - avrà un impegno intorno ai 100 milioni. I nomi degli altri istituti non si conoscono; tra i molti che vengono qua e là riferiti, sembra che i più sicuri siano Unicredit, San Paolo, la giapponese Nomura e la tedesca Dresdner. Ma la situazione è ancora fluida: anche ieri, a quanto risulta, sono giunte a Deutsche Bank nuove richieste di partecipazione. Si tratta, in pratica, di mettere insieme le tessere di un mosaico. Il consorzio potrebbe prendere forma già all’inizio della settimana.
Lunedì 14, con l’avvio della trattazione dei diritti di opzione, prenderà poi ufficialmente il via la fase operativa. Quanto alla Borsa, sulla scia delle notizie ormai positive sull’aumento il mercato ieri ha premiato il titolo con un più 2,25%.