Alitalia, l’aumento è da un miliardo

Il Comitato per le privatizzazioni invita Cimoli a proseguire «con determinazione»

Paolo Stefanato

da Milano

Il titolo sospeso in Borsa per l’intera seduta in attesa di comunicazioni. Una riunione di consiglio che dal pomeriggio si è prolungata fino alla serata. Poi, a un terzo della notte, le prime notizie diffuse dal Tesoro. Per Alitalia quello di ieri è stato un giorno lungo: anzi, lunghissimo. In coerenza con la posta in gioco: le deliberazioni del vertice, infatti, sono di portata storica, visto che senza l’aumento di capitale annunciato la compagnia non potrebbe sopravvivere.
Il cda ha deciso che l’aumento di capitale sarà pari a un miliardo di euro, attraverso l’emissione di azioni un prezzo di 0,80 euro ciascuna da assegnare in opzione agli azionisti e agli obbligazionisti, in ragione di 13 nuove azioni ogni 2 vecchie possedute per i primi, di 13 nuove azioni per ogni 60 obbligazioni possedute, per i secondi. Il ministero dell'Economia, acquisito il parere del Comitato per le privatizzazioni, anche sulla scorta delle relazioni dei consulenti Merrill Lynch, Rothschild e Bain Company, ha comunicato alla compagnia che sottoscriverà 611,5 milioni di nuove azioni ordinarie, per un importo complessivo di 489,2 milioni di euro: corrispondenti a un esborso di 22,2 euro per ciascuna delle 22 milioni di famiglie italiane, 8,4 euro per ciascuno dei 58 milioni di cittadini italiani.
La dimensione dell'intervento, precisa il ministero, è tale da diluire la partecipazione del Tesoro nel capitale di Alitalia al di sotto del 50% (dall’attuale 62,4%), in coerenza con gli impegni assunti dal governo in sede comunitaria. Quanto ai residui diritti di opzione spettanti al ministero che lo stesso non eserciterà, Deutsche Bank sarà incaricata della relativa cessione sul mercato, attraverso un collocamento rivolto a investitori istituzionali: un consorzio di banche al quale parteciperebbero Deutsche Bank, Intesa, Unicredito, Capitalia, Sanpaolo e alcuni altri istituti stranieri tra i quali Societé Genérale, Nomura e Paribas.
Il Comitato per le privatizzazioni, dopo aver analizzato i contenuti del piano industriale predisposto dalla società, e aver valutato gli effetti positivi che l'aumento di capitale è destinato a produrre ha ritenuto opportuno rappresentare al management della società l'esigenza di proseguire con determinazione nella realizzazione degli obiettivi economici e finanziari previsti nel piano, e nel rispetto della tempistica individuata.
Con la discesa del Tesoro sotto il 50% si realizza, virtualmente, la privatizzazione della società richiesta da Bruxelles, e questo spiega perchè, dopo il consiglio, la delibera è stata sottoposta al Comitato per le privatizzazioni. «Virtualmente», perchè la mano pubblica resterà - almeno per ora - in una posizione schiacciante di socio di riferimento, se si pensa che nel sito della Consob il ministero dell’Economia oggi figura come l’unico azionista a oltrepassare la soglia del 2% del capitale.
Ha sorpreso il prezzo di emissione, 0,80 euro ad azione, quando i mezzi propri per azione sono di 2,5 euro. Le indiscrezioni e le stime dei giorni scorsi indicavano come prezzo minimo 1,5 euro; evidentemente si è deciso di offrire i nuovi titoli a un prezzo incentivante, che possa da un lato ricostiture un interesse anche finanziario nei confronti di una società che sta dando i primi segnali di ripresa, dall’altro tranquillizzare le banche del consorzio sulla ricollocazione dell’ino ptato..
Già oggi sarà depositato alla Consob il prospetto informativo e sarà pubblicata la nota informativa sintetica, secondo le norme dettate dal Regolamento emittenti. L’offerta partirà lunedì, il 14 novembre, con l’avvio della trattazione dei diritti di opzione, la cui negoziazione terminerà il 25 novembre. Il periodo dell’offerta si concluderà invece il 2 dicembre, data entro la quale dovrà essere completato il pagamento delle azioni.