Alitalia: da lunedì alcuni voli a rischio Berlusconi convoca i sindacati

Il commissario straordinario Fantozzi incontra le nove sigle sindacali della compagni aerea: &quot;Non siamo al fallimento, ma la situazione è grave. Da lunedì il carburante non è più garantito e inizia la cassa integrazione&quot;. Sabelli: &quot;La nostra posizione resta ferma&quot;. Il premier: &quot;Sono preoccupato. Dietro lo stop ci sono motivazioni politiche, ora intervengo io&quot;. Corteo degli assistenti di volo a Fiumicino<br />

Roma - La trattativa per il salvataggio di Alitalia è entrata in una "preoccupante" fase di stallo e dopo una giornata di incontri e trattative, è arrivato l'intervento del premier: i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sono stati convocati questa sera a Palazzo Chigi. Per l'Esecutivo sono presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta, il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Al tavolo siede anche il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi. Per i sindacati invece partecipano il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni, della Uil Luigi Angeletti, il segretario generale dell'Ugl Renata Polverini e il segretario confederale della Cgil Fabrizio Solari.
A palazzo Chigi sono arrivati anche l'amministratore di Cai, Rocco Sabelli, e il responsabile Corporate di Intesa SanPaolo, Gaetano Micciché. Intanto, è stata sospesa la riunione con i sindacati.

Sacconi: rischio fallimento, ma l'accordo è possibile "Sono ore drammatiche perché siamo vicini al fallimento", ma un accordo è ancora possibile. A dirlo, in una intervista al Tg1, è il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi che a proposito del lavoro di mediazione in corso in queste ore ha aggiunto: "i due esiti sono aperti, per un verso il risultato è a portata di mano, ma restano incomprensioni". Comunque, ha sottolineato, "é finita un'epoca, non c'é più una compagnia di bandiera di stato".

Fantozzi: la cassa sta finendo, problemi di carburante Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha incontrato i rappresentanti sindacali in azienda nel pomeriggio accogliendo la loro richiesta e per comunicazioni urgenti. "Le cose stanno precipitando per problemi con i carburanti e i creditori stringono i freni - dice uscendo dall'incontro con Sabelli e Letta a Palazzo Chigi -. La cassa sta finendo e ci sono problemi di volo. Vado doverosamente ad ascoltare i sindacati. Non sto dichiarando stasera il fallimento, ma la situazione è davvero grave". Quindi nel faccia a faccia dà stime precise: "Non ci riforniscono di carburante esistono difficoltà derivanti dagli approvvigionamenti, che potrebbero mettere a rischio alcuni voli. E inizierà la cassa integrazione per il personale di volo dei 34 aerei che sono già a terra per il piano Prato". Poi avverte tutti: "La mobilità per tutti ci sarà quando non ci sarà più niente da fare". Poi cerca di ammorbidire la linea: "Il momento è serio, bisogna essere ragionevoli e con i nervi saldi".

I sindacati: il governo ci convochi I sindacati attendono una convocazione da parte del governo per sbloccare la vertenza su Alitalia e chiedono un intervento diretto del presidente del consiglio Silvio Berlusconi. "Ci aspettiamo una convocazione nelle prossime ore da parte del governo, per definire questa partita. Puntiamo i riflettori su questa situazione. Deve intervenire Berlusconi". E' l'auspicio del segretario per i trasporti dell'Ugl Roberto Panella. D'accordo con la necessità che sia il premier ad intervenire in prima persona è il segretario nazionale della Uil Trasporti Marco Veneziani: "occorre l'intervento di Berlusconi che ha sempre garantito una soluzione per Alitalia e ora non può esimersi. Sono certo che la troverà". Per il segretario nazionale della Fit Cisl, Claudio Genovesi, "é arrivato il momento che se il governo c'é batta un colpo. Occorre un segnale concreto e un intervento immediato sui contenuti di questa vicenda. La convocazione da parte del governo è un atto dovuto e occorre il suo contributo ad una soluzione".

Sabelli: "Posizione ferma" "Sulla piattaforme contrattuale sul piano la nostra posizione è ferma. C’è disponibilità assoluta ma la nostra posizione è ferma" spiega l’amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, uscendo da Palazzo Chigi. E aggiunge: "Non ci muoviamo da lì. Crediamo nel progetto, ma abbiamo ribadito al dottor Letta la nostra posizione sulla piattaforma contrattuale e sul piano".

Berlusconi: "Dietro lo stop ci sono motivazioni politiche" "Questa situazione mi preoccupa moltissimo, non riesco a capire cosa succede e perché ci sia questo atteggiamento suicida, ci sono motivazioni politiche che non hanno nulla a che fare con le richieste dei lavoratori. Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e in questo noi vediamo la forte influenza della sinistra che pur di dare smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale. Spero che questo non accada. Oggi mi incontro con il sottosegretario Letta per dare il contributo alla soluzione del problema" ha detto il presidente del Consiglio poco prima di partire dalla Fiera di Bari per tornare a Roma e seguire personalmente la vicenda Alitalia. "Non è vero che il governo chiude la trattativa - continua -. L’esecutivo è sempre disponibile con i suoi ministri, e oggi anche con il presidente del Consiglio, per dare tutto il supporto possibile per giungere all’unica soluzione possibile per evitare il fallimento della compagnia".  Poi il premier nel corso di un collegamento telefonico con il seminario di Fi a Gubbio, ha detto: "Il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e in questo noi vediamo la forte influenza della sinistra che pur di dare smacco al governo non esita a considerare poco importante il disastro che arrecherebbe a tutto il Paese se Alitalia dovesse portare i libri in tribunale. Spero che questo non accada".

Sacconi: "Si sono alzati in volo gli avvoltoi" "Siamo alla fase conclusiva della lunga e tormentata vicenda di Alitalia", ha afferma il responsabile del dicastero di via Veneto in una nota, "e tutti e due gli esiti sono ancora possibili in pari misura. È una lotta contro il tempo perché si sono già manifestati scricchioli operativi nella società e sarebbe un tragico paradosso se, raggiunto l’accordo sindacale, non ci fosse più il tempo minimo necessario per fare tutto ciò che serve per garantire l’obbligata continuità nell’uso degli slot. È per questo che si sono alzati in volo gli avvoltoi, indifferenti all’interesse nazionale come a quello dei lavoratori perché pensano solo al loro misero calcolo politico. E qui si misurerà l’autonomia degli attori sindacali".

Confronto serrato E proprio per questo, gli stessi sindacati continuano un confronto seppure informale ma serrato nel tentativo di sbloccare la situazione ed evitare che entri in campo l’unica alternativa, quella della mobilità e del fallimento. Tra i nodi principali, i tagli al personale - oltre 5.500 tutto il gruppo, tra ammortizzatori sociali ed esternalizzazioni - e le condizioni contrattuali.

Corteo a Fiumicino Poco dopo le 15.30 un corteo di almeno 150 assistenti di volo Alitalia, per lo più in borghese e alcuni dipendenti di terra, fuori dall’orario di lavoro, si è spostato dal varco equipaggi, dove ha sostato già dalla mattina, per sfilare poi con striscioni e altri slogan di protesta in aeroporto. Ad aprire il corteo, che è scortato da polizia e carabinieri, uno striscione su cui è scritto "Mobbasta precari Alitalia. Movimento di base assistenti di volo stagionali Alitalia". Nel corteo composto da personale di volo, tutti in borghese, e che in alcuni casi hanno portato con sè bambini in passeggino, spuntano anche bandiere della Cub trasporti, mentre hostess e steward urlano e suonano trombe da stadio. Lentamente i manifestanti, battendo ripetutamente le mani, si sono recati al terminal Partenze dei voli nazionali, per poi entrare nell’area check-in.

L'Enac: a rischio anche la licenza provvisoria Il Presidente dell'Enac Vito Riggio "esprime forte preoccupazione sull'andamento delle trattative per rilevare la proprietà di Alitalia" e mette in evidenza che "qualora in tempi brevi non si riesca ad individuare la soluzione che garantisca la continuità operativa del vettore, verrebbero meno i presupposti sulla base dei quali era stata lasciata dall'Enac, il 2 settembre, la licenza provvisoria ad Alitalia per un periodo di sei mesi".