Alitalia a Malpensa I nuovi tecnici bocciati dall’Enac

L’ente giudica non idonei tutti i nuovi addetti alla manutenzione

Claudio De Carli

Tutti bocciati. Al termine dei corsi tenuti a Milano che avrebbero dovuto abilitare i tecnici Alitalia a svolgere manutenzione non solo ordinaria nell’hangar di Malpensa, la selezione è stata durissima, praticamente il cento per cento è stato rispedito a casa. Alcuni operai si sono ritirati durante il corso, Alitalia per prima non li ha abilitati, i controlli a campione fatti da Enac, che garantisce la certificazione del grado di professionalità raggiunta, hanno poi confermato le bocciature. Si tratta di qualche decina di tecnici, circa quaranta, che svolgono già manutenzione leggera sugli aeromobili e avrebbero dovuto ricevere l’abilitazione per svolgere manutenzione di livello più elevato in vista dell’impegno della compagnia a Malpensa: «Il vero motivo sono i processi formativi e abilitativi molto più elevati oggi piuttosto che in passato - conferma Alitalia -, con un percorso molto più lungo, quindi più selettivo». La selezione non ha riguardato solo tecnici già operativi ora con altre mansioni, ma anche altre tipologie di personale che nel complesso si è rivelato inadatto: «Non è stata una decisione di Enac quella di tartassare - ha precisato Alitalia -. Un’azienda deve per forza tener conto della tipologia richiesta e in questo caso gli standard erano molto elevati».
Una bocciatura che disturba il processo di trasferimento di Alitalia al Nord, all’interno di una situazione già delicata. La compagnia è costretta ad assumere al Nord per contenere i costi di trasferta del personale, ma è altrettanto evidente che non riesce a convincere i suoi tecnici a trasferirsi a Milano. Eppure lo stesso personale a Roma risulta essere in esubero e non licenziabile dopo il patto di ferro con i sindacati romani che, peraltro, spingerebbero contro le assunzioni al Nord: «Gli esuberi non sono nelle dimensioni che si pensa - risponde Alitalia -, e inoltre questo non significa che ci sia un disimpegno della compagnia verso Malpensa. È anzi vero il contrario. Nel frattempo continuerà il trasferimento di tecnici da Roma e continueranno i corsi per formare tecnici sempre più qualificati. È evidente che l’azienda cerca operai specializzati al Nord e questo proprio per un suo rafforzamento su Malpensa dove vuole garantire una base con alta professionalità».
Nessun commento da parte di Sea, il gestore di Malpensa, che si limita a ricordare quanto sia sempre stato elevato il livello qualitativo dei tecnici preparati da Alitalia. Più dure le sigle sindacali milanesi che non rinunciano al loro obiettivo primario: «Alitalia deve assumere al Nord perché è qui che ci sono i numeri più alti di traffico e di passeggeri».
Enac intanto conferma le bocciature ai corsi: «Nel clima attuale - precisa il presidente dell’Ente nazionale aviazione civile, Vito Riggio -, trovo che sia più che giustificato un innalzamento degli standard richiesti. Abbiamo alzato i livelli e chiesto nuove procedure che prima non si facevano. C’è bisogno di garanzie. Non è un dramma, i tecnici dovranno sostenere nuovi esami, alcuni sono stati sospesi, evidentemente non erano idonei al ruolo che si richiedeva loro. Le irregolarità non le abbiamo riscontrate solo per il personale che avrebbe dovuto prendere servizio a Malpensa, il discorso è più generale e coinvolge altri aeroporti italiani. Qualcuno riesce a immaginare cosa succederebbe, in caso di procedure errate, se si dovesse scoprire che lavorava personale non qualificato? Prima tutto era fatto un po’ in fretta e furia, ma è stata Alitalia stessa a non dare l’idoneità, noi l’abbiamo solo confermata. Del resto anche Enac ha i suoi problemi - conclude il presidente dell’Ente -. Vogliamo aeroporti e voli sicuri ma avevamo chiesto 51 ingegneri per esaminare i corsisti e ce ne hanno dato solo 18».