Alitalia, Matteoli: "Nessuno a spasso" Il Pd: "E' un bluff"

Augusto Fantozzi accetterà l’incarico di
commissario della compagnia. Domani il cdm sul futuro della compagnia, oggi l'incontro con Air France. Il ministro Matteoli rassicura i lavoratori dopo l'annuncio della costituzione della Newco. Tremonti: &quot;Tuteleremo i risparmiatori&quot;<br />

Roma - Per la crisi dell’Alitalia è stata trovata una soluzione, ora c’è l’aspetto più delicato che è ovviamente l’incontro con i sindacati per trovare una soluzione al problema degli esuberi. Palazzo Chigi ha inviato il testo normativo a Bruxelles e domani si riunirà per affrontare il futuro della compagnia di bandiera che, stratta tra piloti e sindacati, sembra avviarsi verso il commissariamento. così, mentre Fantozzi si dice "disponibile" ad accettare l'incarico dal governo, a Parigi l'advisor Banca Intesa incontrerà i vertici di Air France.

Verso il commissariamento Augusto Fantozzi accetterà l’incarico di commissario di Alitalia. Lo ha detto lo stesso avvocato ed ex ministro lasciando palazzo Chigi dopo un 'faccia a faccia' con il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta. A chi gli chiedeva se accetterà l’incarico ha risposto: "Sì". L’ipotesi del commissariamento - ha aggiunto rispondendo ad una domanda - "è verosimile". Quanto alla possibile modifica della legge Marzano con un decreto ad hoc, Fantozzi si è limitato a dire ai cronisti: "Non lo so, chi ha il provvedimento in mano lo sa. Comunque si sta lavorando". L’ex ministro ha poi spiegato che l’incontro con Letta "è stata una visita di cortesia". E a chi gli augurato in bocca al lupo per l’incarico di commissario di Alitalia, ha risposto sorridendo: "Crepi il lupo".

Il nodo "esuberi" Il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, ha tenuto a sottolineare che la soluzione individuata dal Governo per l’Alitalia raggiunge tre obiettivi: mantiene una compagnia di bandiera per il nostro Paese, viene preservata l’italianità grazie alla nuova compagine azionari di imprenditori italiani, e nasce una nuova azienda che promette di essere profittevole altrimenti non ci sarebbero stati operatori disposti ad investire. "Ora - sono parole di Matteoli - c’è un aspetto più delicato che è, ovviamente, l’incontro con i sindacati per trovare una soluzione" al problema degli esuberi. E ai giornalisti che gli chiedevano se ci sono delle cifre sugli esuberi, Matteoli ha risposto facendo presente che "sarebbe assurdo dirlo oggi perché ci deve essere un confronto con il sindacato. Sicuramente, se domani il consiglio dei ministri approva tutto se dopodomani il consiglio di amministrazione di Alitalia procede, subito dopo bisogna aprire il confronto con i sindacati". E proprio riguardo alla trattativa con i rappresentanti dei lavoratori, Matteoli ha annunciato che saranno convocati dal ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi. Comunque, ha detto ancora, "sono previsti ammortizzatori sociali: non vogliamo lasciare nessuno in mezzo alla strada".

Tremonti: "Tutela dei risparmiatori" "Il risparmio è un bene pubblico che va tutelato. I piccoli risparmiatori saranno tutelati". Lo assicura, a margine del meeting di Rimini, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, in relazione alla vicenda Alitalia. "Ci hanno lasciato - spiega Tremonti - due disastri: Napoli e Alitalia. Il primo il presidente Berlusconi l’ha risolto a fine luglio. Domani risolverà anche Alitalia".

L'attacco del Pd "Sulla vicenda Alitalia siamo di fronte ad un vero e proprio bluff del governo Berlusconi". È quanto dichiara il ministro ombra alle Infrastrutture Andrea Martella. "Si sono persi dei mesi - continua Martella - e la soluzione che adesso si profila costerà ai contribuenti italiani e al Paese molto di più di quanto non sarebbe costata con Air France. Una soluzione, quella che ci propina l’attuale esecutivo, che prevede più del doppio degli esuberi di personale di quelli ipotizzati cinque mesi fa, che attiva procedure fallimentari ad hoc con la costituzione di una bad company nella quale far confluire debiti ed esuberi e che, con procedure altrettanto ad hoc, rischia di violare le norme antitrust creando un pericoloso precedente". "Inoltre, non c’è chiarezza sullo sviluppo della società né in termini di piano industriale nè di azionariato, oltre che sulla destinazione degli scali milanesi. È difficile capire - conclude Martella - come si possa parlare di rilancio della compagnia di bandiera".