Alitalia, Mediobanca consiglia di vendere

da Milano

Cominciata con le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi («se si continua così sono a rischio 18mila posti di lavoro. Torni sul mercato»), la giornata dell’Alitalia è stata nuovamente segnata dall’attesa. I sindacati aspettano una nuova convocazione a Palazzo Chigi, «se no sarà scontro duro», mentre il ministro del Lavoro, Roberto Maroni, ha sottolineato ancora una volta la sua fiducia verso Giancarlo Cimoli: «Io credo ai conti di chi ha la responsabilità dei controlli. Aspettiamo che l’azienda risponda ai rilievi del sindacato». Per la cronaca va registrato che secondo i legali di AirOne il tribunale di Chieti, pur sottraendosi al giudizio sul ricorso per la gara di Volare, ha confermato l’«inibizione» del giudice di Roma all’Alitalia a partecipare (o a concludere) la gara. Il reclamo di Alitalia al tribunale di Roma è atteso in queste ore, lunedì al massimo.
Ieri è stato diffuso anche uno studio di Mediobanca su Alitalia. Il giudizio è duplice. Sul piano industriale il giudizio è positivo, l’azienda ce la può fare e i numeri previsti sono considerati realistici e possibili. Dal punto di vista borsistico, invece, il titolo (che ieri ha chiuso a 1,084 euro, più 0,18%; ma per buona parte della seduta il progresso è stato superiore all’1%) è considerato sovrastimato, e il consiglio è di vendere. Utilizzando i multipli di settore, oggi dovrebbe valere - secondo il report - 0,6-0,7 euro. Nell’arco del piano, con i numeri in esso previsti, il valore dovrebbe essere 0,9-1,1 euro.