Alitalia, Moratti: "Valutare l’ipotesi Lufthansa"

Nel giorno del probabile sì del cda di Cai all'offerta formulata da Air France venerdì il sindaco porta avanti le sue battaglie: per salvare l'aeroporto di Malpensa e richiama il governo: "Non sottovaluti l'Expo a Milano"

Milano - Non si arrende, Letizia Moratti. E continua a difendere Malpensa e l’Expo. Come spiega in 1/2 ora a un’ammiccante Lucia Annunziata, «io mi batto fino in fondo per ciò in cui credo, poi le battaglie si possono vincere o perdere». Forse anche pareggiare. Così avanti tutta per gli aeroporti di Milano («più tempo per valutare la proposta di Lufthansa, liberalizzazione della tratta Linate-Roma») e per l’Expo 2015 («l’importanza è stata sottovalutata»). Palazzo Marino è azionista di maggioranza di Sea, la società di gestione degli scali milanesi, e il consiglio comunale, guidato dall’azzurro Manfredi Palmeri, medita di organizzare una seduta a Malpensa.

Letizia Moratti non vuole sentir parlare di partito del Nord. E nemmeno di Nord e Sud: «È una divisione superata e schematica. Per quel che mi riguarda non difendo gli interessi del Nord ma di una cultura del merito che riguarda tutti». Il sindaco (che Annunziata preferisce chiamare «signora Moratti») chiede di bloccare l’intesa tra Air France e Cai che il cda della nuova Alitalia dovrebbe ratificare oggi: «Serve una pausa di riflessione per valutare la proposta di Lufthansa. È inaccettabile che qualcuno possa comprare il mercato aereo italiano a 310 milioni». Invece Lufthansa, racconta la Moratti, ha manifestato in una lettera di tre giorni fa, firmata dal presidente del consiglio di gestione, «l’interesse strategico allo sviluppo del sistema aeroportuale italiano» e cioè «Malpensa e Fiumicino». I rappresentanti della compagnia tedesca - aggiunge - sarebbero pronti a venire in Italia già oggi.

La Moratti contesta l’offerta di Air France e anche gli imprenditori di Cai che «non si possono proporre come salvatori del Paese». Domanda: «Imprenditori che possono vendere fra quattro anni come possono fare gli interessi del Paese e della compagnia di bandiera?». Il sindaco spiega che ovviamente ritiene «legittimi» tali interessi, ma «se si discostano da quelli del Paese, il governo deve intervenire», perché allora diventa «inaccettabile» che gli imprenditori di Cai possano godere di vantaggi quali i tre anni di monopolio sul Milano-Roma e la cancellazione di tre miliardi di euro di debiti.
Più leghista dei leghisti («L’emendamento salva Malpensa non scioglie il nodo, identificare la Lega col Nord significa sottovalutarla»), Moratti coagula le proteste di chi teme di rimanere a terra. Alza la voce Confartigianato: «Declassare Malpensa significa incatenare lo sviluppo delle 260mila imprese artigiane della Lombardia». Al coro si unisce il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, uomo molto vicino a Umberto Bossi: «La scelta del partner deve essere ponderata, l’accelerazione delle trattative non è stata comunicata a Lufthansa».
C’è poi il capitolo Expo, nota non meno dolente. Il ministero dell’Economia ha chiesto una verifica degli stipendi dei consiglieri della società e dell’ad (o direttore generale) in pectore, Paolo Glisenti. Una nuova frenata. «Il motivo bisognerebbe chiederlo a Giulio Tremonti. Purtroppo c’è stato un blocco del ministero dell’Economia di parecchi mesi». Lei pensa che ci sia «una sottovalutazione della grandissima opportunità che l’Expo è per il Paese». E non solo per Milano.