Alitalia nei colloqui tra Prodi e Chirac Riflettori su Eurofly

L’iniziativa diessina di favorire una fusione tra Alitalia (più 5,7%) e AirOne si è infranta l’altra sera contro il «no» pronunciato dal presidente del Consiglio, Romano Prodi, che ha gelato le trattative tra le compagnie, condotte riservatamente e ormai in fase avanzata. Sono prevalsi i dubbi su una fusione tra deboli, senza forza per investimenti ed effettuata con un semplice scambio azionario. Riemerge dunque come via maestra quella che porta a Parigi, ad Air France. Al vertice italo-francese di domani a Lucca, un ulteriore avvicinamento tra i due vettori sarà al centro dell’attenzione di Prodi e Chirac, e sarà «incrociato» con gli altri temi sul tavolo. Air France ha sempre ribadito che Alitalia sarà accolta nella holding solo a risanamento avvenuto. Ora cominciano a trapelare i numeri dei tagli di aerei e di personale che verrebbero imposti da Parigi. Al di là della loro dimensione, un fatto è fuori discussione: non sarà Parigi a farli. Air France non ha effettuato ridimensionamenti di personale né dopo l’11 settembre né dopo la fusione con Klm, non fa proprio parte della sua politica, e sarebbe curioso che derogasse per Alitalia. Un altro tema aeronautico è stato al centro dell’attenzione della seduta di Borsa: Eurofly ha continuato il suo slancio, chiudendo, dopo sospensioni al rialzo, con un progresso del 13% (più 33% in 5 sedute). La Borsa scommette su un profondo ricambio ai vertici della società. Nel pomeriggio di ieri infatti, le dimissioni di due consiglieri, seguite a quelle del presidente Giuseppe Bonomi (nominato presidente della Sea) hanno di fatto provocato la decadenza dell’intero cda. Un’assemblea è stata convocata per il 27 e il 28 dicembre. Secondo indiscrezioni, sarà il modo per sostituire Augusto Angioletti nella carica di amministratore delegato.