«Alitalia, nessun problema con l’Antitrust»

Montezemolo: gli imprenditori rischiano, ma non sono kamikaze

Enrico Bonzio

da Milano

«È ormai questione di ore». Così si espresso ieri il presidente del Consiglio Romano Prodi riferendosi al bando di gara per la cessione della quota di controllo di Alitalia. L’azionista di controllo, il Tesoro, insieme a Palazzo Chigi, stanno definendo i particolari del bando «rispettando gli standard internazionali». Mentre proseguono i rumors sulle possibili cordate italiane e straniere interessate all’acquisto, per il vicepremier Francesco Rutelli si tratta di «una chiamata agli imprenditori italiani» perchè «è una sfida del sistema produttivo del nostro Paese»: secondo il numero uno della Confindustria, Luca Cordero di Motezemolo, salvare Alitalia conservandone l'italianità va bene ma solo in un'ottica di mercato. «Gli imprenditori devono rischiare, investire, devono gestire l'azienda - ha avvertito Montezemolo - ma non sono dei kamikaze».
A proposito della possibilità di investitori italiani il presidente del Consiglio ha escluso che l’operazione possa avere rilevanza ai fini dell’Antitrust. Pur assicurando che il governo rispetterà i vincoli del mercato della concorrenza, ha osservato: «Non vedo problemi emergenti Antitrust. La quota di Alitalia del mercato nazionale è pari a circa la metà» e poi ricorda che le compagnie concorrenti, nei rispettivi mercati di riferimento, hanno posizioni ben più significative. Se necessario, conclude, «discuteremo anche di questo; ma prima di parlare di Antitrust ce ne vuole». E il vicepremier Francesco Rutelli chiarisce che il governo non pensa «ad un'azione puramente finanziaria priva di una prospettiva industriale»: la decisione di cedere il controllo è «una scelta coraggiosa - dice - che rappresenta una sfida per il sistema produttivo del nostro Paese». Una operazione che piace alla Commissione europea, a condizione che sia fatta secondo le regole del mercato. Questo il commento del vicepresidente della Commissione Europea Jacques Barrot pronunciato nei giorni scorsi, secondo quanto ha riferito il portavoce responsabile dei Trasporti Michele Cercone. «Se come annunciato il governo vende le sue azioni a condizioni di mercato, la Commissione europea non avrà osservazioni da fare sotto il profilo degli aiuti di Stato» ha spiegato il portavoce.
Continua intanto la reazione positiva dei mercati. A Piazza Affari è stato scambiato circa l'11% del capitale ordinario: il titolo ha chiuso in rialzo del 2,12%, a 0,958 euro, dopo essere salito nel corso della giornata fino a quota 0,9876. Nell'azionariato si muovono i fondi. Tt International ha in mano dal 24 novembre il 2,37% del capitale, mentre alla stessa data Walter Capital Management, gestore del fondo Sac Global Investments, risulta essere sceso dal 9,951% al 7,27%.
Sul fronte sindacale, infine, il Sult conferma lo sciopero del prossimo 15 dicembre: «In mancanza di segnali positivi rispetto al quadro di riferimento generale ed a quello legato alla vita quotidiana dei lavoratori - indica il sindacato autonomo -, lo sciopero non potrà essere ritirato».