"Alitalia non può reggere due hub, a Malpensa perde 200 milioni"

Il presidente Maurizio Prato al Senato dà tutti i numeri della crisi. E dice: "Compagnia in stato comatoso. "Ci sono 320 milioni di finanziamenti che non potremo restituire nel 2008-2009. Serve un partner internazionale"

Roma - "Una azienda sana" non avrebbe deciso così, ma "non è il caso di Alitalia": per la compagnia di bandiera "è una scelta obbligata" rivedere il ruolo dell’aeroporto di Malpensa e tagliare linee intercontinentali in forte perdite, come le rotte per "Cina e India" che perdono "tra 20 e 30 milioni l’anno". Il presidente Maurizio Prato spiega con dati e cifre le dimensioni della crisi di della compagnia durante l'audizione presso la Commissione Lavori Pubblici del Senato. E, per ora, chiude la porta a Malpensa.

Perdite e finanziamenti da restituire È vero che i voli intercontinentali partono da Malpensa pieni, dice Prato, riferendosi alle obiezioni del presidente della Regione Lombardia. "Ma Formigoni forse non sa - aggiunge il presidente di Alitalia - che per portare i passeggeri ad imbarcarsi a Malpensa la compagnia sostiene "perdite tra 150 e 200 milioni l’anno". Alitalia, sottolinea ancora Prato, "non è in grado economicamente e strutturalmente di supportare l’alimentazione di due hub".
E la compagnia perderà a fine anno, senza le partite straordinarie, poco meno di 400 milioni. Non solo ci sono da "restituire complessivamente 320 milioni di euro di finanziamenti nel 2008 e nel 2009 e 714 milioni di prestito obbligazionario nel luglio 2010, importi non generabili dalla gestione". Gli eventuali incassi delle operazioni straordinarie che la società potrà fare, secondo Prato, dovranno essere utilizzati "per coprire il prevedibile assorbimento di cassa nei primi mesi del piano (da aprile 2008, ndr) e non consentono di migliorare la struttura finanziaria nè di recuperare un livello adeguato di liquidità".

"La compagnia è in coma, ma nessuno lo capisce" "Alitalia è in uno stato comatoso, si trova in camera di rianimazione e mi sorprende molto il pressochè generale rifiuto di prendere coscienza della realtà", ha aggiunto il presidente. Presa di posizione netta, la sua. Non solo, Prato si è mostrato stupito del fatto che "un’azienda in queste condizioni non ha la possibilità di fare autonome scelte imprenditoriali anche per individuare terapie di sopravvivenza" non sia messa in grado di fare delle "scelte autonome e individuali anche per individuare delle scelte di sopravvivenza".

"Impercorribile la strada del finanziamento statale" E' ultimativo, il presidente Prato: "Pensare che Alitalia possa ricominciare da capo, come è avvenuto in passato, con altri interventi e risorse finanziare dello Stato è impercorribile", ha detto, facendo riferimenti alle diverse operazioni di ricapitalizzazione che si sono succedute in passato e all’ultima avvenuta nel 2005. Per Prato, "il difetto" dei diversi tentativi di salvataggio dell’aviolinea è stato proprio quello di essere stati "interventi di natura solo finanziaria". A questo si aggiunge poi il fatto di aver creduto di risolvere i problemi di Alitalia "chiedendo la testa dell’amministratore delegato per ricominciare da capo ogni volta".

"Gli esuberi? Li definiremo con i sindacati" Le ricadute sugli aspetti occupazionali derivanti dall’attuazione del piano saranno definite in stretta intesa con le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali. È quanto si legge in un documento presentato dal presidente Prato ai membri della commissione lavori pubblici del Senato. Le ricadute sugli aspetti occupazionali
derivanti dall’attuazione del piano saranno definite in stretta
intesa con le organizzazioni sindacali e le associazioni".

Disdetti i contratti di lavoro L’Alitalia ha inviato a tutte le sigle sindacali presenti in azienda una lettera con cui si preannuncia la disdetta del contratto di lavoro per tutte le categorie, piloti, assistenti di volo e personale di terra. Lo conferma il segretario del Sindacato dei lavoratori Andrea Cavola ricordando che "i contratti rimangono in vigore sino a fine anno, scadenza naturale" e rilevando che così "vengono messe in discussione tutte le regole di utilizzo dei lavoratori". 

"Entro il 10 ottobre lista degli acquirenti" "Il primo screening dei potenziali acquirenti verrà fatto entro la prima decade di ottobre", ha assicurato il presidente. «L’esame - ha aggiunto- è condotto dall’advisor Citi affiancato per la parte industriale da Roland Berger che era già presente in azienda".

"L'ultima parola spetterà al Tesoro" Sarà il ministero che decideràle modalità di vendita sulla base delle indicazioni di natura industriale fornite dall’azienda. "Non ci dovrebbe essere una gara perché rischierebbe di allontanare alcuni potenziali acquirenti".