«Alitalia non si può permettere Malpensa»

La Moratti: mancano i finanziamenti per i collegamenti ferroviari con lo scalo

da Milano

Ha fatto un’analisi acuta sulle ragioni della crisi dell’Alitalia e sulla perdita di terreno del trasporto aereo italiano nei confronti degli altri Paesi europei. Maurizio Basile, amministratore delegato di Aeroporti di Roma, ha sottolineato che l’Alitalia non è in grado di reggere l’operatività su due grandi scali intercontinentali e che la politica dei due hub è stata «un errore fatale». In altre parole, l’Alitalia non si può permettere Malpensa. Ma alla fine egli ha tratto solo delle conclusioni diplomatiche, senza venire veramente allo scoperto: non si deve giocare - ha detto - «a chi deve vincere tra Roma e Milano», ma va trovata una soluzione «che faccia vincere sia Roma, sia Milano». Quasi uno slogan. Quando si sa invece che il progetto da tempo portato silenziosamente avanti dagli ambienti (soprattutto politici) romani è di un riassetto del sistema a favore di Fiumicino.
La buona educazione forse voleva che, essendo organizzato proprio a Milano il convegno organizzato dalla Uiltrasporti, su Malpensa più di tanto non si potesse sparare. Così il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Enrico Letta, ha a sua volta sottolineato che è necessario «uscire da logiche campanilistiche perché la crisi dell’Alitalia non si risolve in un derby tra Roma e Milano». Il governo - ha precisato - «non ha mai pensato di chiudere Malpensa come hub. Stiamo lavorando per un futuro concreto e costruttivo di questo aeroporto nell’ambito del sistema aeroportuale nazionale». Sistema sul quale - ha confermato il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi - il governo intende intervenire, mettendo a punto un piano degli aeroporti, a partire dalla loro riclassificazione, entro cui rientra il sottotema degli hub». Anche il ministro ha negato contrapposizioni Malpensa-Fiumicino, ribadendo la necessità di «lavorare per trovare a questi scali funzioni specifiche perché possano costituire un punto di forza per tutto il sistema».
Da Roma il presidente della Regione, Piero Marrazzo, è stato esplicito: «La nostra posizione non è contro Malpensa, ma è per Fiumicino. Valorizzare lo scalo romano risponde «a una questione di mercato» perché è «competitivo». Ma dal convegno di Milano Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, ha ribadito quanto va ripetendo da tempo: «Ad Alitalia chiediamo di mantenere fede agli impegni assunti: dotare Malpensa di una base operativa, aumentare i voli sulle rotte internazionali e far cessare gli imbarchi degli equipaggi che ogni giorno da Roma vengono a prendere servizio a Milano». Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, ha lamentato la mancanza di fondi per il sistema ferroviario: «Sono per noi importanti - ha detto - i potenziamenti delle tratte ferroviarie che assicurano i collegamenti con Malpensa». Molti ricorderanno che il Malpensa express fu inaugurato molti mesi dopo l’aeroporto, e che questo costituì un appiglio fondamentale per l’Unione Europea ad accogliere i ricorsi contro lo scalo presentati dalle compagnie straniere concorrenti dell’Alitalia.