«Alitalia non sia salvata sacrificando Malpensa»

Insieme agli auguri di Natale, la lettera che il presidente della Regione Lombardia sta per spedire al premier Romano Prodi contiene un monito forte e chiaro: salvaguardare Malpensa.
E non lasciarla in disparte mentre si pensa al futuro di Alitalia. La Lombardia chiede di inserire nel bando di privatizzazione del 30 per cento della compagnia di bandiera alcuni paletti per difendere lo scalo lombardo. Vere e proprie clausole salva Malpensa. Innanzitutto mantenere, o aumentare, il numero delle destinazioni continentali e intercontinentali: ora in una settimana media Malpensa conta 175 destinazioni e 360 voli e si invita a non scendere al di sotto di questi numeri. Poi far sì che le nuove rotte siano assegnate a Fiumicino o allo scalo lombardo esclusivamente in base alla vicinanza della destinazione, guardando al minor tempo di volo per i passeggeri. Terzo paletto: Alitalia continui a rappresentare la metà dei voli dello scalo come ora che, con i suoi 1.129 voli alla settimana sui 2.284 totali, detiene il 54 per cento del traffico. Infine si preme perché le basi di armamento (personale e strutture) siano adeguate al reale traffico dei due aeroporti. L’ideale per il presidente della Regione sarebbe seguire il modello della fusione avvenuta fra la compagnia aerea olandese Klm e Air France dove «gli olandesi hanno ottenuto garanzie da prendere ad esempio anche per tutelare gli scali lombardi». L’eventuale acquirente delle quote della compagnia di bandiera dovrà tener presente che «va potenziata l’accessibilità dell’aeroporto», che Malpensa «può essere il principale hub italiano» e che «occorre la terza pista per poter fare fronte alla domanda di voli dal 2015 in poi».
«Il governo - è l’invito di Formigoni - si muova indicando nello sviluppo di Malpensa la strada per il risanamento di Alitalia. Ci opporremo con tutti i mezzi a eventuali decisioni malsane». Intanto, per evitare brutte sorprese non si perde tempo e si lavora al progetto di una compagnia aerea del Nord. «Non che questo sia il nostro principale obiettivo - puntualizza Formigoni - ne stiamo solo parlando, ma qualunque colore ci sia sugli aerei l’importante è che non ne risenta il servizio. Alcuni operatori europei hanno mostrato il loro interesse a diventare il principale vettore di Malpensa. Certo, se si dovessero sacrificare gli interessi della Lombardia allora dovremmo percorrere un’altra via». Il bando su Alitalia è stato annunciato entro la fine dell’anno. Quindi ci sarebbe ancora il tempo di inserire le correzioni richieste. Il confronto fra le istituzioni locali e il governo sulla compagnia di bandiera è già avvenuto parzialmente in occasione del Tavolo Milano, ma Formigoni attende un discussione «da affrontare in maniera corposa prima che sia emesso il bando». Il governo tenga presente che il destino di Alitalia viene solo dopo il rispetto del servizio ai cittadini».