Alitalia: nulla di fatto tra Maroni e Cimoli Oggi tocca al Sult

Il numero uno della compagnia di bandiera resta sulle sue posizioni

da Milano

Tra Alitalia e Sult nessun riavvicinamento, anzi. La speranza del tavolo a tre coltivata dal ministro del Welfare, almeno per ora, sembra sempre più lontana. Dall’incontro di ieri con Roberto Maroni, estrema mediazione per evitare lo sciopero e la conseguente precettazione degli assistenti di volo, il numero uno della compagnia di bandiera, Giancarlo Cimoli, è uscito più irremovibile che mai: «Abbiamo ribadito le nostre posizioni. Poi abbiamo parlato d’altro», è stato l’asciutto commento del presidente e ad di Alitalia. Intanto, il titolo in Borsa ha perso il 3,60%.
Oggi, tocca al Sult, il sindacato ribelle che Cimoli si rifiuta di riconoscere e che per tutta risposta ha proclamato lo sciopero per il 30 e il 31 agosto, in piena tregua estiva. Il ministro del Welfare vuole «capire quali sono le loro motivazioni anche perché non si tratta di un sindacato minoritario». In effetti, su circa 3mila assistenti di volo iscritti al sindacato (4.512 la forza lavoro totale), la maggioranza - 940 - aderisce al Sult.
Roberto Maroni non nasconde la sua preoccupazione, soprattutto per la possibilità che le tensioni tra Alitalia e il sindacato possano influire sull’attuazione degli accordi per l’applicazione dei contratti di solidarietà: «Per la compagnia - ha detto il ministro - l’atteggiamento di chiusura nei confronti del sindacato non ha conseguenze mentre per me ne ha tante». D’altra parte, il disconoscimento di un sindacato «può essere un atto gravemente lesivo delle libertà sindacali o una scelta di politica industriale, dipende dalla situazione - ha aggiunto il ministro -. Domani (oggi ndr) sentirò il Sult e deciderò se e quali interventi fare».
Una scelta criticata dal segretario della Cisl, Savino Pezzotta: «Sono per il rispetto delle regole. Io le ho rispettate, le rispettino anche gli altri. Su Alitalia c’è stato un accordo, che noi abbiamo firmato mentre il Sult no». La replica del responsabile del Welfare però non si è fatta attendere: «Aderisco a un incontro formale che mi è stato richiesto da un sindacato», ha detto, «senza volere essere compiacente come dice oggi Pezzotta, non vedo ragione per fare una polemica su un incontro come tanti» .
Ma in via Veneto, come ha detto Cimoli, si è parlato anche d’altro. Cioè di piano industriale e soprattutto dei trasferimenti a Milano del personale, come ha spiegato lo stesso ministro: «Il presidente mi ha confermato che dal primo ottobre, anche se con un ritardo di qualche mese, questo verrà fatto». Prossimo tema da affrontare, il fondo integrativo al reddito, la cui costituzione presso l’Inps è stata chiesta con urgenza ma che da aprile ha ottenuto scarsi contributi da parte delle compagnie aeree, dei gestori aeroportuali e dalle società di handling. Questo, nonostante i vettori da allora stiano incassando un euro in più a biglietto mantenendo gli introiti nei propri bilanci. Così, entro fine settembre, Maroni convocherà le aziende del trasporto aereo per capire «se l’urgenza sollecitata è stata una presa in giro» e chiedere se intendano mantenere gli impegni, «altrimenti ci comporteremo di conseguenza».