Alitalia, nuovo no al ricorso di Air One

Il Consiglio di Stato giudica legittima la trattativa in esclusiva con Air France. Attesa per i dettagli dell’offerta, ma le condizioni proposte potrebbero essere più dure rispetto alle
previsioni: un prezzo di "concambio" più basso e tagli superiori al
piano Prato

Milano - A 24 ore dall’annuncio che Air France venerdì presenterà l’offerta vincolante per l’acquisizione di Alitalia, il Consiglio di Stato ha respinto ieri il ricorso di Ap holding (Air One) che mirava a rientrare in gioco bloccando la trattativa in esclusiva tra Alitalia e la compagnia francese. L’istanza di Ap holding era già stata bocciata dal Tar del Lazio, questo era l’appello. La compagnia di Carlo Toto si è astenuta da qualunque commento e risultano improbabili sue azioni immediate; altro sarebbe, ovviamente, se l’offerta vincolante di Air France venisse rifiutata dal (nuovo) governo. In questo caso, però, i conti andrebbero fatti con le casse di Alitalia, che assicurano tempi di sopravvivenza molto limitati.

L’ordinanza del Consiglio di Stato (accolta con soddisfazione dai piloti dell’Anpac che si erano costituiti contro Ap holding), rileva che «la procedura si è svolta, fino al momento dell’individuazione della miglior offerta non vincolante, con modalità idonee a garantire la piena concorrenza tra i potenziali acquirenti e la parità di accesso a ogni informazione a loro utile». Secondo il documento, inoltre, la decisione «di ridurre l’attività di Alitalia a Malpensa - oggetto di un diverso ricorso di Regione Lombardia e Provincia di Varese - resta del tutto estranea alla vicenda oggetto del giudizio».

Secondo il quotidiano francese La Tribune, la cura parigina per l’Alitalia sarà «più dura», con tagli più dolorosi di quanto previsto dal piano Prato. E c’è viva attesa in Italia, specie tra i sindacati - chiamati a dare il loro assenso: una condizione esplicitamente posta da Air France - per i dettagli del piano. Le cui linee essenziali sono: riduzione del network, della flotta e, in conseguenza, del personale (finora ipotizzati 1.700 tagli); ridimensionamento di Malpensa e concentrazione dell’attività hub su Fiumicino, su cui verranno fatte convergere anche rotte dall’estero. In questo momento Air France sta anche studiando come «riproteggere» il Nord Italia sullo scalo di Parigi, creando o rafforzando i collegamenti dagli aeroporti regionali. Parallelamente, la compagnia regional Alitalia Express, sarà riassorbita in Alitalia, e la sua flotta ridotta di quasi il 50% (da 30 a 16 aerei).

Un nodo importante, quello della manutenzione (che fa capo ad Az Servizi, 51% Alitalia), potrebbe essere risolto con due diverse decisioni: il riassorbimento nelle attività di volo della manutenzione ordinaria, circa 1.000 addetti (una decisione definita «ovvia» dagli esperti, secondo i quali è stata piuttosto «una scemenza» esternalizzarla); e un destino autonomo per la manutenzione pesante (800 dipendenti di Atitech e 1.500 addetti a Fiumicino); qui Fintecna salirebbe al 51%, Alitalia resterebbe con una quota di minoranza affiancata da un terzo soggetto il cui profilo sembra compatibile con quello di Finmeccanica (che potrebbe anche ottenere delle compensazioni sullo scacchiere Italia-Francia).

Un altro fattore di attesa è il prezzo ad azione che sarà proposto da Air France. Le indicazioni, mai smentite, finora sono state di 35 centesimi; ma l’offerta finale (ieri 0,58 euro, più 0,1%) potrebbe essere significativamente più bassa. Non solo per effetto delle verifiche fatte nella data room di Alitalia; ma anche per il ridimensionamento registrato dal titolo Air France, che da inizio anno ha perso circa il 40% (ieri meno 0,57%). Posto che il valore borsistico di Alitalia è ormai pressoché «virtuale», il prezzo di concambio potrebbe essere abbassato garantendo comunque al governo italiano la stessa quota del 3% del capitale della holding precedentemente ipotizzata.