Alitalia, nuovo vertice Spinetta-sindacati

Cgil, Cisl e Uil vogliono trattare. Intanto i diritti di volo vanno ai francesi. Veltroni: "Avanti il tavolo con Air France". Berlusconi: "Continuo a sperare che la compagnia rimanga italiana"

Roma - Il piano «Spinetta-bis» giunge nel primo pomeriggio di oggi sul tavolo del negoziato tra Air France e i sindacati. All’incontro con il patron della compagnia francese - nella sede Alitalia della Magliana, a Roma - siederanno tutte le nove sigle sindacali, piloti dell’Anpac compresi, intenzionate a trattare ad oltranza. Soprattutto i confederali, che alla «proposta indecente» di Spinetta per ora non vedono alternative.

Molti i nodi che rendono complesso il confronto: in prima fila i 2.120 esuberi, fra cui 507 piloti (anche se aumentano di 800 unità i dipendenti di Az servizi che verrebbero assorbiti in Az Fly); e il taglio di una quarantina di aeromobili, compresi gliMd11del servizio Cargo. La situazione è particolarmente spinosa per quanto riguarda 180 piloti non pensionabili, che Air France-Klm riassorbirebbe, dopo un periodo di cassa integrazione, in compagnie regionali, con normali selezioni. Tuttavia, le dichiarazioni rilasciate dai leader di Cgil-Cisl-Uil a Brescia fanno intendere che la porta non è chiusa. E Jean- Cyril Spinetta sa perfettamente come infilare il piede negli spiragli.

In caso di accordo, Air France ha già ottenuto di poter mantenere per la nuova controllata Alitalià, i diritti di traffico sulle rotte internazionali extracomunitarie. Il 14 marzo scorso, rivela il quotidiano Il Sole-24Ore, è stata stipulata una convenzione fra la compagnia transalpina e l’Enac - l’ente che sovrintende all’aviazione civile nel nostro Paese - che garantisce il mantenimento dei diritti di volo intercontinentali, che vengono attribuiti a un vettore dalle autorità nazionali dell’aviazione civile. Era questa una delle «condizioni irrinunciabili» poste da Air France al Tesoro italiano nell’offerta vincolante.

Nei prossimi giorni si potrebbe assistere a una «stretta» negoziale. Nonostante manchino solo due settimane al voto del 13 aprile, il centrosinistra spinge ormai apertamente per la conclusione con Air France. Walter Veltroni dice che «il Paese deve essere unito nella trattativa coi francesi» e ipotizza che qualcuno voglia far fallire Alitalia per poi comprarla per un piatto di lenticchie. «Se la cordata alternativa c’è - intima il candidato premier del Pd - che si materializzi prima del voto ». Veltroni però dimentica che lo stesso Spinetta ha chiarito che, prima di concludere, avrebbe chiesto l’« ok» del nuovo governo. E Silvio Berlusconi conferma che l’offerta francese è «irricevibile e offensiva». In un’intervista a Newsweek, il leader del Pdl rivendica i meriti del suo intervento nel caso Alitalia. «L’appello agli imprenditori italiani ha già avuto - ricorda - diversi risultati: Air France, che aveva detto a governo e sindacati «prendere o lasciare», ha dovuto cambiare strategia, anche se ancora non basta». Mentre il governo Prodi, che aveva definito la trattativa coi francesi come l’unica possibile «ha dovuto prendere atto che sono possibili altre offerte. Io - conclude Berlusconi - continuo a sperare che Alitalia resti in mano a italiani».