Alitalia, offerte entro il 16 aprile Il Tesoro cederà almeno il 39,9%

da Milano

Il 2 aprile si saprà se Air France o Lufthansa parteciperanno alla gara per la privatizzazione dell’Alitalia: entro quella scadenza dovrà essere data comunicazione al ministero (attraverso l’advisor Merrill Lynch) di eventuali aggregazioni o di accorpamenti tra cordate. Il 16 aprile è la data fissata per la presentazione delle offerte preliminari da parte dei cinque soggetti selezionati, redatte sui criteri fissati dal ministero; dopo questa fase, si procederà a quella delle offerte vincolanti che porterà alla scelta dell’acquirente.
I due termini sono contenuti nella lettera che il ministero ha fatto pervenire ieri sera alle cinque cordate che, dopo aver manifestato interesse, sono state ammesse alla gara. La lettera del Tesoro, disponibile anche sul sito dello stesso, contiene importanti indicazioni che avranno riflesso sul futuro della compagnia, a cominciare dalle garanzie richieste all’acquirente e dal fatto che la quota minima in vendita è stata fatta salire dal 30,1% al 39,9%: il Tesoro si riserva la facoltà di mantenere una quota del 10% nel capitale. Sono stati fissati i criteri per la redazione del piano industriale «preliminare» (premessa per quello «definitivo»), che dovrà considerare un arco temporale esteso fino al 2012 compreso. Cardini del piano (che, insieme al prezzo, sono l’elemento sostanziale per la scelta dell’acquirente) saranno i requisiti di interesse generale: per otto anni dovrà essere rispettata l’identità nazionale della compagnia (sede legale in Italia, salvaguardia del marchio e del logo, mantenimento del portafoglio dei diritti di traffico); e per cinque anni dovrà essere assicurato un servizio «adeguato» in termini qualitativi e quantitativi su tratte nazionali, internazionali e intercontinentali, con un tipo di offerta che continui a servire le attuali fasce di clientela; dovrà essere assicurata un’adeguata presenza verso Nord, Centro e Sud America, India ed Estremo Oriente, Medio Oriente e Nord Africa, Europa, e un’uniforme distribuzione del servizio in Italia. Nel piano dovranno essere contenute le strategie di alleanza e collaborazione con altri vettori, la strategia di rete di collegamenti. Esso dovrà indicare gli interventi sulla forza lavoro, l’evoluzione prevista per il costo del lavoro, gli interventi per il recupero di efficienza. Inoltre, sono richiesti una lunga serie di parametri tecnici ed economici e di previsioni di sviluppo del business inquadrate nel quadro macroeconomico.
L’acquirente, che dovrà attuare senza modifiche il piano definitivo (il ministero mantiene il diritto di controllo), per tre anni non potrà cedere la quota acquisita; gli impegni assunti su arco temporale più lungo dovranno essere trasferiti agli eventuali subentranti.