Alitalia, ora c’è voglia di fare in fretta

da Milano

Più che l’aumento in Borsa del prezzo di Alitalia (salita del 3,56%, il massimo da nove mesi, con scambi che hanno interessato il 13% del capitale), ha fatto scalpore ieri l’impennata al listino di Parigi del «grande assente» nel gruppo dei primi interessati alla compagnia italiana: Air France si è impennata del 7,16%. I messaggi lanciati dai mercati vanno interpretati diversamente: a Piazza Affari la speculazione ha cavalcato l’effimera euforia di un risultato che, per il momento, non vuole dire nulla; Oltralpe è stata espressa chiaramente la convinzione che comprare non sarebbe un affare. Proprio ieri la Iata, l’associazione mondiale delle compagnie aeree, ha diffuso i dati relativi al 2006: la stima delle perdite dell’intero sistema è di 500 milioni di dollari, sostanzialmente pari alla voragine di Alitalia. Pur nell’approssimazione delle stime, i numeri esprimono un’evidenza: che il bilancio dell’Alitalia è il peggiore del mondo.
Le undici manifestazioni d’interesse, pur nella loro bizzarra varietà, hanno suscitato molti commenti positivi. I passaggi successivi «andranno compiuti rapidamente» ha avvertito il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, fiducioso che possa farsi avanti un alleato internazionale. Romano Prodi, soddisfatto per l’alto numero di dichiarazioni pervenute, si è augurato che con le lettere di interesse arrivino «anche programmi di alto livello». Il governo - ha detto - «ha scelto la strada giusta» e smentito chi aveva detto che «poneva troppe condizioni e che nessuno si sarebbe presentato». Questa, comunque, è una fase di transizione, ha spiegato Prodi, che «gestiremo nel miglior modo possibile» e che non ha all’ordine del giorno la sostituzione del presidente e amministratore delegato dell’Alitalia, Giancarlo Cimoli.
Secondo il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, sarebbe opportuno che il Tesoro mantenesse «una quota significativa» nella compagnia, superiore al 5% e inferiore al 20%, «che ci consentisse di dire la nostra, e di avere qualcuno che ci stesse a sentire». Ma, secondo ambienti finanziari, una presenza del governo «anche con una sola azione» porrebbe sempre la compagnia sotto il ricatto sindacal-politico. Per l’esame dei piani, ha detto Bianchi, «due o tre mesi è il tempo giusto», mentre entro una o due settimane «sarà verificato il possesso dei requisiti richiesti ai candidati».
Il (futuro) cda di Alitalia, intanto, è stato convocato per il 29 marzo: all’ordine del giorno l’approvazione del bilancio 2006. Ricordiamo che il consiglio sarà rieletto dall’assemblea convocata per il 22 febbraio (28 in seconda). La compagnia ieri con una nota ha anche comunicato che, avvalendosi di deliberazioni della Consob, «la relazione trimestrale relativa al periodo ottobre-dicembre 2006 non sarà predisposta».
Quanto agli attuali interessati alla compagnia, va registrato che la Procura della Repubblica di Roma starebbe valutando l’esistenza di possibili accordi illeciti tra i soggetti che hanno presentato le manifestazioni. Ieri l’amministratore delegato di Unicredit, Alessandro Profumo, ha spiegato la ragione della presenza del suo gruppo affermando che «il nostro mestiere è fare investment banking»; senza aggiungere altro e precisando: «Sono dell’idea che quando uno fa questo mestiere non deve raccontare niente». L’Anpac, il maggior sindacato dei piloti, ieri ha commentato l’interesse del sindacato concorrente, l’Unione piloti, all’acquisizione: con l’azionariato dei dipendenti ci abbiamo provato già anni fa, ha ricordato, ed è stata un’esperienza fallimentare.
Tornando alle Borse, tutto il comparto aereo europeo ha tratto beneficio: Easyjet più 1,8%, Lufthansa più 1,7%, British Airways più 1,6%, Ryanair più 1,4 per cento.