Alitalia, piano Intesa: ipotesi 6mila esuberi Insorgono i sindacati

Il piano dell'advisor prevede una mini-compagnia integrata con Air One, ma fuori dallo Sky Team. Il ministro Scajola: "Il piano richiederà sacrifici al Paese". I piloti: "Soluzione inaccettabile"

Roma - La bozza messa a punto da Intesa Sanpaolo per Alitalia dovrebbe essere pronta al massimo entro lunedì e prevederebbe una "nuova" compagnia in formato mini da integrare con Air One e che esca da Sky Team. Lo scrive Il Messaggero secondo cui alla guida della nuova società, che sarebbe focalizzata sui voli nazionali, i principali collegamenti europei e qualche volo intercontinentale, potrebbe arrivare l’ex amministratore delegato di Piaggio, Rocco Sabelli. Resta poi confermata l’ipotesi "spezzatino" con una newco in cui far confluire le parti di alitalia relative all’attività operativa di volo e una "bad company" in cui far confluire debiti e business non profittevoli. In quest’ottica il governo si impegnerebbe e a breve a varare, scrive ancora il quotidiano, una nuova versione della legge Marzano per consentire di accelerare lo sdoppiamento e allunghi i tempi degli ammortizzatori sociali, visto che gli esuberi potrebbero arrivare a 6mila.

Scajola Il piano industriale di Alitalia "richiederà sacrifici a chi desidera investire e fa uno sforzo di investimento, e al Paese nel suo complesso". È quanto ha detto il ministro per lo Sviluppo economico Claudio Scajola parlando del piano di Alitalia che Intesa Sanpaolo sta mettendo a punto come advisor del governo. Scajola, che ha parlato a margine dell’ assemblea generale di Assimpredil-Ance, ha aggiunto che "Alitalia non è un’azienda sana, non va bene ed è sull’orlo del fallimento". Dopo aver confermato che a dispetto delle indiscrezioni di stampa "una revisione della legge Marzano non è tra gli argomenti che saranno discussi" nel prossimo consiglio dei ministri, Scajola ha spiegato che "se la compagnia avrà successo perché parte sana, potrà riassumere personale". Il ministro, infatti, ha confermato che "ci saranno alcuni tagli" aggiungendo che il suo augurio è che "la compagnia possa imboccare un percorso positivo. Ogni Paese importante - ha aggiunto - ha una compagnia a capitale nazionale, noi siamo un Paese turistico e abbiamo bisogno di una compagnia che con i flussi turistici crescenti, possa dirottarne parte significativa nel nostro Paese". L’obiettivo da raggiungere, secondo Scajola, è avere "una compagnia aerea forte che tuteli gli interessi dell’Italia".

I piloti Le indiscrezioni sui 6mila esuberi che risulterebbero dal nuovo piano industriale di Alitalia sono "destabilizzanti e lontane da una realistica possibilità di concretizzazione". Ad affermarlo, in una nota, i piloti dell’Anpac, nella quale sottolineano le "gravissime implicazioni sociali" che ne deriverebbero e "la conseguente assoluta inaccettabilità2 da parte dei sindacati di piloti, assistenti di volo e personale di terra. L’Anpac fa notare che le circa 6mila unità sono "circa il triplo di quanto originariamente previsto nella proposta di Air France-Klm" e tiene a ricordare al governo Berlusconi che lo stesso premier "espresse un giudizio molto critico sulla proposta franco-olandese, considerandola eccessivamente penalizzante per la compagnia di bandiera e per il Paese".