Alitalia, pioggia di acquisti sulle ipotesi di nuovi tagli

Il titolo guadagna il 2,26%. Contro le regole lo sciopero del Sult

da Milano

La Borsa plaude all’intenzione attribuita a Giancarlo Cimoli di voler sforbiciare ulteriormente il personale dell’Alitalia: il titolo ieri ha guadagnato il 2,26%. Il numero di 2mila ulteriori tagli fatto filtrare ieri da una sigla sindacale è stato smentito dalla compagnia che «avrà cura - afferma in un comunicato - di informare tempestivamente il mercato con elementi precisi e circostanziati una volta che gli approfondimenti e le analisi si potranno ritenere compiuti». Il numero smentito appare, tuttavia, verosimile e va riferito all’intero gruppo Alitalia, non alle singole Az Fly o Az Servizi. L’attenzione di tutti è comunque concentrata sulla prima, che ha per dipendenti soprattutto piloti e assistenti di volo e una forza lavoro complessiva (compresi servizi non di volo) di oltre 11mila unità: perché è questa la società che al completamento dell’iter previsto dal piano resterà quotata e costituirà l’oggetto di un’eventuale contesa, si tratti di cessione o di alleanza internazionale. Ed è anche quella che, gestendo le attività di volo, subisce il contraccolpo del caro-petrolio, origine della revisione del piano. I dati aggiornati sulla forza lavoro «scorporata» saranno divulgati all’approvazione della semestrale, il 12 settembre; i dipendenti del gruppo riferiti al primo trimestre (il conferimento dei rami d’azienda ad Az Servizi risale al 1º maggio) erano 19.075, di cui 12.773 di terra, 4.146 assistenti di volo e 2.156 piloti.
Ieri da Bruxelles è arrivato una laconica affermazione: «Qualsiasi cambiamento del business plan di Alitalia dovrà, in linea di principio, essere esaminato dalla Commissione europea». Sempre ieri, fonti sindacali hanno nuovamente paventato l’ipotesi del commissariamento della compagnia e l’allontanamento di Giancarlo Cimoli dopo l’aumento di capitale. L’amministrazione straordinaria avrebbe l’indiscutibile vantaggio di poter gestire il risanamento con mano molto più libera di quanto non sia possibile all’amministratore delegato di una società, per giunta a forte partecipazione statale: e quest’ultimo elemento è sufficiente a riflettere il peso politico della vicenda, soprattutto in prospettiva elettorale.
Ieri, infine, la commissione di garanzia ha stabilito che gli scioperi proclamati dal Sult in tutti i trasporti per il 6 e 7 settembre violano la disciplina dei rispettivi settori.