Alitalia, in pista c’è Rothschild

da Milano

Mancano venti giorni al termine per la presentazione delle manifestazioni d’interesse alla privatizzazione dell’Alitalia (meno 0,56% in Borsa) e intorno alla compagnia c’è un clima silenzioso da grandi manovre. Ieri si è appreso che la banca d'affari Rothschild «sta lavorando» alla creazione di una cordata di investitori da candidare all’acquisizione della compagnia. Lo ha confermato il vicepresidente di Rothschild Europa, Franco Bernabè: «Si sta lavorando in quella direzione» ha detto, ma quanto ai soggetti interessati, ha risposto: «In questo momento è tutto molto prematuro».
L’unico nome uscito allo scoperto fino a questo momento è quello del finanziere ebreo Paolo Alazraki, che rappresenta un nucleo di 16 investitori consapevoli «che per rilanciare Alitalia occorrono 3 miliardi». Già il primo passo di Alazraki ha avuto qualche intoppo: lo studio Carnelutti, scelto alla fine dello scorso come consulente legale della cordata, prima ha inviato ai sindacati una lettera d’invito a un incontro, poi ha «licenziato» il proprio cliente, rinunciando all’incarico.
Anche il secondo passo di Alazraki, ieri è stato contraddistinto da polemiche. Il finanziere ha nuovamente richiesto un incontro ai sindacati per illustrare il suo piano industriale in vista della possibile partecipazione alla gara per la privatizzazione. E ha fissato l’appuntamento per le 16 di oggi a Roma; nell’occasione saranno resi noti i nomi presenti nella cordata. Tuttavia in serata già era polemica: la convocazione del finanziere Paolo Alazraki «è irricevibile» ha detto il segretario della Uiltrasporti, Giuseppe Caronia, per i i tempi e i modi «non corretti» e per il testo «poco serio e coreografico». La Uil non intende incontrare nessuno «fino a quando non venga espletata la gara».