Alitalia, il premier lancia Lufthansa: giusto partner

Il premier d’accordo con la Merkel: "Patto che vediamo con favore ma
non mi intrometto, a decidere sarà Cai&quot;. Intanto è <strong><a href="/a.pic1?ID=307137">braccio di ferro tra Fantozzi e Sabelli sul prezzo di Alitalia</a></strong>

Trieste - «Il cancelliere Angela Merkel è d'accordo con me nel vedere con favore una collaborazione tra Alitalia e Lufthansa e auspichiamo che ciò possa avvenire», dice Silvio Berlusconi nella conferenza stampa che conclude il vertice bilaterale italo-tedesco di ieri a Trieste. «Sulle alleanze internazionali bisogna chiedere a Cai, sono loro a decidere - aggiunge -, ma Lufthansa ha molti punti di convenienza soprattutto per quanto riguarda Malpensa».

Il vertice è appena terminato, la sorte della compagnia è stato uno dei temi sul tavolo. Berlusconi non si spinge oltre. Ma le sue poche parole suonano a taluni come se il governo avesse compiuto una scelta di campo o volesse forzare la mano a Cai. In serata, rientrato a Roma, il premier nega di aver preso posizione: «La signora Merkel ha espresso l'interesse del suo governo sul fatto che Lufthansa possa essere partner della nuova Alitalia, io ho detto che non avremmo nulla in contrario. Se sarà Lufthansa saremo molto lieti. Ma ripeto che la decisione spetta alla nuova società».

Su Alitalia-Lufthansa, Angela Merkel non si pronuncia: tace e acconsente. A lei sta più a cuore chiarire perché il governo di Berlino potrebbe intervenire a sostegno della Opel: «È l'unica fabbrica automobilistica tedesca posseduta al 100 per cento da una società straniera, l'americana General Motors. Noi non conosciamo quale sarà l'avvenire di GM, quindi vogliamo dare garanzie a Opel se non avrà i soldi dalla casamadre. È un provvedimento-ponte per una situazione unica: esamineremo come gli Stati Uniti sosterranno la loro industria automobilistica perché non vogliamo che l'industria europea ne possa avere danni». Precisazione dovuta agli altri colossi dell'auto made in Germany. Che dà occasione a Berlusconi di puntualizzare a sua volta che «in Italia non riteniamo vi sia la necessità di intervenire. Non lo escludiamo per il futuro, vediamo come si muove il mercato, ma per ora non è previsto nulla in questa direzione».

Aerei e auto, i guai dell'industria dei trasporti al centro dell'incontro italo-tedesco, un vertice fitto di colloqui tra delegazioni composte da quattro ministri (Esteri, Economia, Industria e Infrastrutture) e una pattuglia di imprenditori che ha confermato «l'ottima intesa tra due Paesi amici». «Abbiamo discusso su cosa fare affinché la crisi non ricada tutta sull'economia reale - ha spiegato Berlusconi -. Siamo d'accordo che le banche continuino a fare le banche, sostenendo l'economia e garantendo i risparmiatori. Ci siamo scambiati pareri sulle scelte che entrambi dobbiamo compiere. Prenderemo provvedimenti adeguati».

Nella passeggiata per Roma, il capo del governo ha annunciato che mercoledì 26 sarà portato in Consiglio dei ministri il pacchetto anticrisi da 80 miliardi di euro con «misure totali» per le famiglie e le imprese. Si è rivolto di nuovo ai media chiedendo «una mano in questa fase difficile». «È importante che i consumatori mantengano fiducia e serenità e non si facciano prendere dal pessimismo. Dobbiamo chiedere alle televisioni e ai giornali una mano: se tutti dicono che le cose vanno male, poi le profezie si avverano». Più tardi, a Campo de' Fiori, quando un passante protesta perché «il Tg3 non si può più guardare», Berlusconi allarga le braccia: «E allora non paghiamo più il canone... - butta lì sorridendo -. Ogni sera mi prendono in giro, mi insultano e mi oltraggiano».

La giornata del presidente del Consiglio si è conclusa con una telefonata in diretta a Ballarò. Temi: Rai e sindacato. «Di Pietro mi accusa di aver tentato di corrompere l’onorevole Villari e l’onorevole Orlando. Non conosco Villari e mi sono rifiutato di incontrare Orlando». Secondo il premier Di Pietro «dovrebbe denunciarmi. Se non lo fa lui, lo farò io, querelandolo per calunnia». Durante il collegamento, Berlusconi ha avuto anche un vivace scambio di battute con il segretario della Cgil Epifani, ospite in studio, sull’incontro dei giorni scorsi fra alcuni ministri, il presidente della Confindustria e i segretari di Cisl e Uil. «Non credo di avere bisogno della sua autorizzazione per incontrare alcuni protagonisti del mondo della politica e del lavoro», ha detto il premier. «Chiederò a lui consenso su tutto». Infine una battuta sull’opposizione. «Mi accusa di essere un assassino della democrazia. Così è impossibile avviare un dialogo».