Alitalia, il presidente Libonati si dimette Il Tesoro: la compagnia sarà venduta

Cambia ancora il presidente della compagnia di bandiera: è <a href="/a.pic1?ID=196540" target="_blank"><strong>il quarto in tre anni</strong></a>. Al
suo posto il governo designa Maurizio Prato, presidente e ad
di Fintecna. Sarà nuovo vertice a trovare gli acquirenti

Roma - Ennesimo cambio di guardia ai vertici di Alitalia. Si dimette il presidente, Berardino Libonati: al suo posto il Tesoro designa, Maurizio Prato, presidente e ad di Fintecna. Nel nuovo assetto (il prossimo consiglio, previsto per domani, ratificherà la nomina) il governo conferma altresì "la decisione di cedere il controllo della societa" ed attribuisce alla "nuova alta direzione di Alitalia" il compito di individuare tempestivamente soggetti industriali e finanziari disponibili ad acquisire il controllo della società. In più, sarà la stessa compagnia a individuare le modalità tecniche di cessione che il Tesoro di impegna a valutare "con piena disponibilità". I possibili acquirenti, spiega ancora la nota del ministero dell'Economia, dovranno "impegnarsi a promuovere il risanamento, lo sviluppo e il rilancio di Alitalia, tenendo conto dei profili di interesse generale ritenuti imprescindibili da parte del Governo in un'ottica di continuità e adeguatezza del servizio di trasporto aereo in Italia".

Dimissioni a sorpresa Libonati, che appena ieri aveva dichiarato la non incompatibilità della carica con quella di vicepresidente di Unicredit, ha motivato la scelta legandola al decadimento della procedura di vendita della compagnia. In conseguenza della chiusura dell'asta, la compagnia ha necessità di una nuova guida operativa, individuata in Maurizio Prato. Un cambio di assetto improvviso, anche se da giorni si infittivano le voci su una possibile uscita del giurista, alla vigilia di un atteso cda sul piano industriale, che al momento resta confermato per domani. E proprio in vista del cda, la Borsa ha intanto oggi scommesso su un possibile aumento di capitale per Alitalia, maglia rosa dello S&P/Mib per realizzando un +3,6% a 0,88 euro. Oggi la compagnia ha anche resa nota la situazione finanziaria di fine giugno che non mostra grandi scosse, migliorando l'indebitamento di 18 milioni, a 1,034 miliardi di euro e una liquidità pressoché invariata rispetto a maggio (612 milioni anziché 613).

Domani il cda Intanto nella riunione di domani, se confermata, il consiglio di amministrazione dovrebbe dare il via libera alle linee guide di un piano industriale di transizione. Nel piano, secondo quanto trapelato, si delineerebbe tra l'altro un coinvolgimento di Fintecna, il cui presidente è ora alla guida di Alitalia, in un possibile aumento di capitale. Il piano disegnato dal supermanager Giancarlo Schisano non si limiterebbe alla semplice sopravvivenza per il tempo necessario a traghettare la compagnia verso l'approdo della vendita, ma conterrebbe interventi caratterizzanti finalizzati a ridare fiato alla compagnia e alla sua capacità di stare sul mercato. Tra i punti, il riequilibrio delle basi aeroportuali alleggerendo l'impegno su Malpensa, il superamento del vecchio concetto di rete con un ridisegno del network intercontinentale e soprattutto internazionale, puntando tra l'altro ad un poin-to-point di ambito europeo, sul modello ad esempio dei vettori low cost. Misure che consentirebbero un taglio dei costi: la sola operazione su Malpensa avrebbe un peso di circa 250 milioni di euro, un terzo della liquidità in cassa. Il piano, sempre stando a indiscrezioni trapelate, potrebbe inoltre prendere in considerazione un rientro nel gruppo delle funzioni di servizio esternalizzate e un più importante coinvolgimento di Fintecna, (oggi impegnata in Az Service), anche nel quadro di un aumento di capitale. Ma il board potrebbe al momento limitarsi a varare linee solo generiche, rinviando di fatto a settembre l'ok al piano vero e proprio, anche per ammortizzare al massimo possibili reazioni al diverso ruolo dello scalo del Nord.