Alitalia, il pressing di Sacconi: "Avanti col piano" Cancellati 40 voli: disagi in tutto il Paese

Lo sciopero di quattro ore dei Cub provoca l'annullamento di decine di voli. Entro domani le parti sociali dovranno decidere sull'offerta Cai. Il governo avverte: rotte e flotta
non sono oggetto di discussione. parti <strong><a href="/a.pic1?ID=291054">La Finanza sequestra gli ultimi dieci bilanci </a></strong>

Roma - Saranno decisive per le sorti di Alitalia le prossime ore. I Cub hanno proclamato per oggi quattro ore di sciopero cancellando circa 40 voli e gettando nel disagio tutto il Paese. Ma il destino della compagnia sarà deciso sull’offerta di Compagnia aerea italiana (Cai), il cui piano - a detta di Palazzo Chigi - non è modificabile: rotte e flotta non sono oggetto di discussione. E il governo è pronto a chiedere ai nove sindacati chi ci sta.

Lo sciopero indetto dai Cub Dalle 12 alle 16 di oggi scioperano i dipendenti del gruppo Alitalia aderenti alla Cub Trasporti e la compagnia aerea ha già previsto la cancellazione di 40 voli (la lista è sul sito Internet della compagnia). Il sindacato autonomo critica in particolare l’intesa sottoscritta dalla cordata italiana e Cgil, Cisl, Uil e Ugl, sottolineando che "segna un pesantissimo ridimensionamento di Alitalia che sarà ridotta ad un vettore poco più che nazionale". Inoltre sono previsti anche altri scioperi del settore del trasporto aereo, programmati da tempo e non legati alla vertenza Alitalia, tra cui quello del personale di terra di tutte le compagnie indetto da Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti, Ugl. Iniziative che, di riflesso, potrebbero causare disagi all’operatività dei voli di tutte le compagnie. AirOne prevede solo disagi limitati. Tra gli altri scioperi, che si sovrappongono tutti dalle 12 alle 14, secondo quanto si legge sul sito del Garante, è previsto lo stop dei sindacati autonomi e di base per il personale della Sea (dalle 12 alle 16), la società di gestione degli aeroporti di Milano Linate e Malpensa.

Le proposte per Alitalia Una nota divulgata dalla Magliana fa sapere che sono arrivate due manifestazioni d’interesse per Alitalia. La prima da parte di Investimenti e Sviluppo Mediterraneo Spa (la prima investment company dedicata alle pmi localizzate nel Mezzogiorno d’Italia) è per l’acquisto di Atitech. La seconda, invece, arriva da ItAli Airlines (compagnia regionale abruzzese) per aerei e relativi personale navigante e tecnico in esubero, sulla base di un contratto di servizio pluriennale. Nella nota, si legge che Fantozzi "ha richiesto ad ambedue i predetti soggetti chiarimenti e documentazione per una preliminare valutazione di dette manifestazioni di interesse".

Sacconi: "Il piano non cambia" "Firmeremo con chi ci sta, e sono tutti chiamati a rispondere". Il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, avverte che è ormai giunta l’ora x, visto che nel pomeriggio di giovedì alle 16 Cai riunisce l’assemblea per decidere se portare avanti l’offerta per la compagnia. E il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, auspica che l’acquirente sia Cai, perchè se si ritira la prospettiva è portare i libri in tribunale. La dead line per il salvataggio di Alitalia, dopo cinque rinvii, sembra dunque arrivata. Ieri sera, ha rivelato Sacconi a "Porta a Porta", Cai ha tentato un incontro per la firma con i segretari generali di Cgil, Cisl, Uil e Ugl che "non si è svolto per indisponibilità del segretario della Cgil".

I rapporti tra le parti sociali E' stato il leader della Cisl, Raffaele Bonanni a spiegare che Gugliemo Epifani "vuole discutere ancora, migliorare le condizioni contrattuali, che è anche una mia opinione ma che ad ore può far sparire l’unico riferimento per la compagnia". Ecco perché, Bonanni ha ribadito che l’accordo con Cai l’ha già fatto, perchè è ora di chiudere la partita. Ormai Alitalia, dal fallimento della trattativa con Air France, è più indebolita, gli animi sono esasperati e bisogna salvare ventimila persone. Poi si possono migliorare le condizioni. Il suggerimento è anche ai piloti accusati di voler difendere privilegi e che - ha detto Sacconi - chiedono 265 assunzioni in più in Cai. Bonanni dice basta alle corporazioni che tengono in ostaggio l’azienda e del presidente dell’Anpac, Fabio Berti, dice che "è un osso duro ma sarà più duttile". Il leader dell’Anpac, che è sempre stata la potente associazione dei piloti, ha negato di voler difendere privilegi, ha confermato la disponibilità a sacrifici e assicurato che farà il massimo per evitare il fallimento, auspicando un accordo nel più breve tempo possibile ma con un passo indietro e senso di responsabilità a tutto tondo. Ha anche detto, però, che ci sono ancora problemi sostanziali per piloti e assistenti volo, ma sono risolvibili, diversamente sarebbe una pazzia. Tempo per ulteriore trattativa non c’è e i "tatticismi dei sindacati, i bizantinismi, non hanno senso", si è sfogato Sacconi parlando di un negoziato "defatigante dopo una settimana vissuta da pipistrello", per le nottate al tavolo della trattativa. E poi una stoccata alla Cgil: "Qualcuno si è seduto al tavolo con un disegno non sindacale ma politico", "alti dirigenti della Cgil lo hanno fatto con logiche bizantine. Mi auguro di essere smentito e spero di rimangiarmi i sospetti". In assenza di altre offerte, ha ribadito Fantozzi, si tirerà avanti cercando qualcuno finchè ci sono i soldi, verosimilmente per poco (alle 10 di ogni giorno Alitalia deve pagare 1,4 milioni di euro per il rifornimento di carburante), poi porterà i libri in tribunale.

I partner internazionali Air France, Lufthansa e British Airways valuteranno di entrare in Cai "una volta risolti tutti i problemi attuali, con quote di minoranza e contratti di collaborazione", ha spiegato Fantozzi, che oggi ha sentito al telefono i presidenti delle tre compagnie europee a cui ha anche detto che "l’opinione pubblica italiana si aspetta un cavaliere bianco". E il numero uno di Lufthansa ha replicato che "la propria compagnia è una cicogna gialla e non un cavaliere bianco".