Alitalia, privilegi e sprechi al tavolo Cai-sindacati

Sono le posizioni consolidate, soprattutto sul fronte delle
ferie e dei permessi sindacali (costano 13,5 milioni), gli argomenti che Compagnia aerea italiana sta facendo
valere nel negoziato sulle modifiche contrattuali per piloti e assistenti di volo

Roma - Ci sono "privilegi" e sprechi presunti al centro della trattativa fra Cai e sindacati. Sono infatti le posizioni consolidate, soprattutto sul fronte delle ferie e dei permessi sindacali, e le voci di spesa in eccesso gli argomenti che Compagnia aerea italiana sta facendo valere nel negoziato sulle modifiche contrattuali per piloti e assistenti di volo. L’obiettivo dichiarato è quello di permettere alla nuova Alitalia di raggiungere una produttività sostenibile e confrontabile con quella delle principali compagnie concorrenti. Tra quelli che vengono considerati privilegi "indifendibili", ci sono l’ammontare dei giorni di ferie, 42 giorni per i piloti, che in molti casi salgono a 45 con l’anzianità acquisita, e 49 per gli assistenti di volo; i permessi sindacali, che all’Alitalia costano 13,5 mln contro 1,5 mln che deriverebbero dall’applicazione delle prassi di mercato. Riflettori puntati anche sul servizio di prelievo a domicilio dei piloti, che costa 7 mln di euro e che le altre compagnie hanno ormai quasi totalmente abbandonato.

Tra gli argomenti citati al tavolo della trattativa anche il giorno in più al mese di riposo concesso agli assistenti di volo per indisposizione e le percentuali di assenteismo fra i piloti, al 6% nel 2007 per Alitalia, contro l’1,5-3% nel resto d’Europa. Graverebbero sulla produttività anche le norme contrattuali che impongono due capi cabina e due assistenti di volo nei voli a medio raggio e l’obbligo di far volare sul lungo raggio solo aerei dotati di lettino per il riposo dei piloti. In quest’ultimo caso, il costo stimato per il mancato utilizzo di altri aeromobili è pari a circa 7 mln.