"Alitalia, problema risolto entro un mese"

Dopo un consulto di ministri a Palazzo Chigi, il governo chiede un
incontro urgente con il Pdl sulla situazione della compagnia aerea. Berlusconi: "Ho incontrato Ermolli, possibile una cordata tutta
italiana"

Milano - Alitalia, il giorno dopo. La cronaca è dominata dalle parole di fiducia pronunciate da Silvio Berlusconi, cui fanno eco espressioni di apertura da parte dei sindacati. In serata a Porta a porta il leader del Pdl ha raccontato di aver incontrato a lungo ieri pomeriggio Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica e ha affermato che, a suo avviso, si può profilare una proposta «tutta italiana». La soluzione - ha aggiunto Berlusconi - «non è facile, ma raggiungibile in un tempo non lungo, non oltre un mese». Fra gli imprenditori con cui ha avuto contatti ha poi spiegato che c’è «una società con un know how specifico di trasporto aereo, assistita da un importante istituto bancario».

Ieri sera il governo uscente, dopo un vertice di ministri a Palazzo Chigi, ha chiesto un incontro urgente con un rappresentante della coalizione vincente perché non sono «ulteriormente rinviabili decisioni dirimenti sul futuro dell’azienda». Lo spettro è quello del commissariamento. Del resto ieri il neo presidente della compagnia, Aristide Police, ha ribadito: «Ci sono pochi soldi, il tempo è poco, la situazione drammatica».

Ma per il trionfatore del voto di domenica, Alitalia è una delle priorità assolute. Ieri Berlusconi è stato chiaro e incoraggiante, e ha promesso che la situazione si risolverà «in modo tranquillo, sereno e certo». «Dovremo fare in fretta e bene», ha sottolineato. Ha riferito di aver incontrato Ermolli, incaricato dei contatti con possibili investitori, e ha indicato «decine di imprenditori interessati, chi per orgoglio, chi per interesse, a mantenere una compagnia nazionale. Non ci saranno soverchie difficoltà ad avere una cordata italiana» ha detto, senza pronunciarsi su eventuali margini di manovra nei confronti di Air France: «Me ne occuperò quando avrò responsabilità di governo». Quanto a Malpensa, Berlusconi è stato chiaro: «Sarebbe il colmo, per Milano, dopo aver ottenuto la sede dell’Expo, non avere un importante hub vicino».

Per l’aeroporto il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, ha chiesto nuovamente un intervento della politica teso a liberalizzare il traffico aereo. I sindacati hanno sollecitato un intervento congiunto delle forze politiche, senza peraltro chiudere ai francesi. «Ritengo che il quadro politico attuale - ha detto Fabio Berti, presidente dell’Anpac (piloti) - possa aiutare a sbloccare l’operazione. Le parole di Berlusconi possono mettere pressione ad Air France, che non è escluso resti ancora la strada giusta».

Il clima è dunque di attesa, e la Borsa ieri ne è stata lo specchio, con il titolo che ha registrato un progresso del 18%, a 0,59 euro. Alla finestra Air France; nessun contatto, per ora, tra Jean-Cyril Spinetta e Berlusconi. La posizione di Parigi è diplomatica, e probabilmente ci potranno essere delle aperture per un compromesso nella governance. Air France potrebbe accontentarsi di acquistare il 51% della compagnia, a condizione di gestirla, facendo spazio a capitali italiani per il 49%; sarebbe un modo per dare più peso all’«italianità», tenendo conto che lo scambio di azioni con il Tesoro darebbe a quest’ultimo una presenza nella holding, mentre gli investitori resterebbero «a valle», nella società che resterebbe quotata a Milano.

Alla finestra sta anche Air One, il candidato più logico in una cordata italiana supportata da altri imprenditori, da istituti di credito e da banche d’affari. I tempi sono stretti, ma, come ha detto Raffaele Cattaneo, assessore ai Trasporti della Lombardia, «in tre settimane è possibile una proposte alternativa a quella di Air France».