Alitalia, Prodi adesso ci ripensa "Siamo aperti a una cordata italiana"

Il presidente del Consiglio apre all'ipotesi di una nuova cordata ma continua a fare il tifo per Air France: &quot;Chi è già nel settore ha più capacità e possibilità di avere successo, di spendere meno e far fare meno sacrifici ai lavoratori&quot;. Poi chiede &quot;responsabilità&quot; ai sindacati. Rissa tra ministri sui conti di Alitalia<br />

Roma - Una cordata di imprenditori italiani per Alitalia? Va bene: ma finora non si è visto nulla di serio. Romano Prodi interviene per la prima volta sulla vicenda del salvataggio della Compagnia di bandiera dopo che Silvio Berlusconi ha chiesto tempo per una cordata alternativa a quella di Air France per il salvataggio di Alitalia. E fa appello al senso di responsabilità dei sindacati. "Il problema - spiega il presidente del Consiglio in un’intervista a Sky Tg24 - è che una proposta deve essere seria, concreta, con delle risorse, delle persone, un piano industriale e finora non s’è visto nulla". Insomma, il governo italiano sembra averci ripensato: è sempre "stato aperto a una cordata italiana. È auspicabile. Il problema è che ci sia".

A tal proposito, Prodi ricorda che "quando si è presentato il fondo americano Tpg, che è la più importante azienda per la ristrutturazione di linee aeree nel mondo, aveva posto la condizione la partecipazione di uomini di affari italiani. Poi si sono ritirati perché non hanno trovato nessuno".

Dunque, per adesso vanno evitate le "speculazioni politiche" sulla compagnia di bandiera, e si va avanti con Air France. Perché il tema per Alitalia "non è avere il denaro per acquistare la compagnia disporre delle risorse manageriali necessarie per la ristrutturazione della compagnia; chi è già nel settore, visto che è una compagnia aerea (come Air France, ndr), ha più capacità e possibilità di avere successo, di spendere meno e di far fare meno sacrifici ai lavoratori". E per questo Prodi fa appello ai sindacati, cui chiede "un grande senso di responsabilità" alla vigilia dell’incontro di domani con il vertice di Air France. Perché, ribadisce, "bisogna pensare al futuro dell’azienda con molta coscienza".

"I sindacati devono capire - aggiunge il premier - che hanno un ruolo di grande responsabilità nei confronti dei loro lavoratori e del Paese", prosegue, conclude il presidente del Consiglio invitando a "tener presenti i veri interessi dei lavoratori di Alitalia, capire che hanno bisogno di poter lavorare in futuro in una impresa capace di funzionare e di fare utile".

Bianchi contraddice Padoa-Schioppa Il ministro dei Trasporti Bianchi contraddice il collega dell'Economia Padoa-Schioppa: esclude che la sopravvivenza della compagnia di bandiera sia limitata a solo qualche settimana ("un allarme non giustificato") e sottolinea che "é assolutamente indispensabile che Malpensa ritrovi una sua vitalità e un suo ruolo importante, a prescindere dal destino di Alitalia". "I dati ufficiali dicono che Alitalia ha presentato qualche mese fa un piano cosiddetto di sopravvivenza dove prevedeva che per tutto il 2008 ci sarebbe stata liquidità sufficiente".

"Quello che sta succedendo su Alitalia mi sembra una l’ennesima tappa di una tragicommedia italiana". Lo ha detto Emma Bonino, nella consueta intervista del lunedì a Radio Radicale. "Trovo innanzitutto sconcertante la dichiarazione di ieri del ministro dei Trasporti Bianchi, che avrebbe detto che il cash flow di Alitalia basterebbe per tutto l’anno. È sconcertante che lo dica il ministro dei trasporti, competente sulla materia, perché basta andare sul sito di Alitalia e leggere la posizione finanziaria al 31 gennaio della compagnia. A quella data era a 282 milioni di Euro. A marzo rimangono poco più di 100 milioni". Quanto alle dichiarazioni di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, Bonino ha aggiunto: "Come in qualunque altro paese del mondo ho ragione di ritenere che l’opposizione sia stata tenuta costantemente informata della situazione ed ho ragione di ritenere che ci fosse un avallo all’operazione Air France. Oggi improvvisamente Berlusconi cambia idea. Quando arriva la proposta Spinetta sul tappeto comincia ad auspicare, augurarsi o promuovere cordate italiane". La Bonino ha anche voluto ricordare "a Berlusconi e agli altri che in questi mesi il governo non è stato con le mani in mano. Si è mosso per stimolare acquirenti, anche dall’imprenditoria italiana. Non è che il governo non si sia attivato. Ma non sono arrivate proposte. Il fatto è che Berlusconi si è messo in una posizione win-win. Che trovi la cordata italiana o che non la trovi, ha vinto comunque".

Il Pdl incalza premier e centrosinistra Per Fini "la questione non è 'oddio la comprano i francesi' ma che Prodi la sta svendendo". Cicchitto accusa Veltroni di "corresponsabilita" con il governo che, secondo il leghista Calderoli, "con le sue minacce e i suoi ricatti, sulle sue svendite, sta comportandosi esattamente come la Banda Bassotti" disneyana. Ma "l'orgoglio e le capacità dell'imprenditoria padana e non, capeggiata da Berlusconi, impediranno 'rapina' e libri in tribunale". Perché, dice Gasparri, "Alitalia deve durare", per "evitare un altro 'omicidio economico''.

Formigoni: basta fare terrorismo E a credere nella cordata italiana per il salvataggio della compagnia di bandiera ventilata dal Cavaliere è il governatore della Lombardia Roberto Formigoni che attacca il governo: "Questo è puro terrorismo e ne sono responsabili le varie fonti del Governo o della stessa Alitalia che continuano a propagare simili falsità". "Non c'é - ha insistito Formigoni - questa data capestro. Alitalia ha tutta la liquidità necessaria per andare oltre l'estate e, comunque, a questo ricatto non cederanno né i sindacati né gli imprenditori che stanno preparando la cordata alternativa ad Air France". "Anzi - ha concluso - il governo ordini ad Alitalia di fermare lo smantellamento di Malpensa che è contemplato per il 31 marzo. Il nuovo compratore dovrà trovare una Malpensa in condizioni di funzionare come hub".
Da sinistra, Pino Sgobio (Pdci) dice basta al "vergognoso gioco delle parti da parte di Pd e Pdl, mentre il ministro Bersani attribuisce a Berlusconi "la responsabilità del disastro di Alitalia e il verde Bonelli invita il governo ad "ascoltare i sindacati".

Bertinotti: Prodi non ponga ultimatum Fuori dal coro, il candidato premier della Sinistra Arcobaleno. Fausto Bertinotti consiglia di "discutere" il progetto di Silvio Berlusconi per una cordata italiana che salvi Alitalia, invitando di conseguenza Prodi a prendere tempo, "facendosi protagonista invece di porre ultimatum".