Alitalia, Prodi: "Pronti ad andare fino in fondo"

Il premier uscente definisce "necessaria e indispensabile" la vendita. Ma la Lombardia replica: si ceda solo con la moratoria. Non ancora convocato il tavolo per Milano. Bonomi: la compagnia taglia più di quanto annunciato

Milano - Ieri mattina, in ambienti romani, si è diffusa una voce: il governo accetterà di accordare una moratoria di un anno per Malpensa. A Milano l’indiscrezione non è arrivata, e l’assessore ai Trasporti della Lombardia, Raffaele Cattaneo, s’irrigidisce: «La moratoria serve a uno scopo, quello di ripristinare l’attività intercontinentale abbandonata da Alitalia: per questo i tempi normali sono tre anni, che in emergenza possono diventare due. Un anno non serve a niente». Il Tavolo per Milano non è stato ancora convocato. Si andrà alla prossima settimana: sempreché si proceda sulla strada voluta dal Nord.

Ieri Romano Prodi ha confermato la ferma intenzione di vendere Alitalia, nonostante la crisi, proseguendo nella trattativa con Air France. «Faremo tutto il possibile - ha detto - perché questa operazione, necessaria e indispensabile, che nessuno ha avuto il coraggio di affrontare, ma che da tutti è riconosciuta come necessaria, sia portata fino in fondo. Ci siamo assunti questo compito e faremo tutto il possibile per realizzarlo». Un Prodi che vende l’Alitalia fa un grande favore al suo successore, chiunque egli sia: «Ma, sia ben chiaro, a condizione che Malpensa non venga penalizzata» chiarisce Cattaneo.

Mentre Air France «continua a lavorare nell’ambito dei negoziati esclusivi», anche il sindaco di Roma, Walter Veltroni, sembra aver recepito le istanze del Nord: parlando a Matrix ha sottolineato la «gradualità» con cui Alitalia dovrebbe lasciare Malpensa a favore di altre compagnie. Ma per i 180 slot rilasciati la settimana scorsa non c’è ressa: per ora, sono solo una dozzina le richieste giunte ad Assoclearance da parte di tre compagnie (tra le quali Air One). Altri vettori probabilmente aspettano che si chiarisca la situazione. Il presidente della Sea, Giuseppe Bonomi, si è lamentato perché il piano illustrato da Alitalia penalizza Malpensa più di quanto era stato comunicato alla stessa società di gestione. Bonomi ha criticato i dati illustrati dal direttore passeggeri di Alitalia, Giancarlo Schisano, che per motivare la debolezza di Malpensa ha confrontato i pochi voli di lungo raggio operati dallo scalo con gli oltre cento disponibili su altri hub europei: «Le destinazioni intercontinentali servite da Malpensa sono 70 - ha detto Bonomi -. Purtroppo sono solo 17 quelle servite da Alitalia. Il problema, quindi, è di Alitalia ed è Malpensa che ha pagato le conseguenze per tutti questi anni della gravissima debolezza del vettore di riferimento». La Sea ha chiesto danni per 1,25 miliardi.

Da presidente degli imprenditori privati, Luca di Montezemolo ha pronunciato una critica «di sistema»: «Con lo Stato imprenditore - ha detto - siamo riusciti a distruggere una grande compagnia di bandiera con il marchio Italia e il tricolore». E sul nodo Malpensa ha ribadito la posizione già espressa: «C’è bisogno di una moratoria di due anni».

E mentre Volareweb, ormai ufficialmente identificata come la low cost del gruppo, annuncia nuovi collegamenti tra Malpensa e Malta, Valencia e Brindisi, in Borsa il titolo Alitalia ha trascorso una giornata positiva: più 1,1%.