Alitalia, quanti soldi sprecati in inutili consulenze

Gentile dottor Granzotto, leggo che per l’ennesimo piano di ristrutturazione dell’Alitalia in vista dell’ennesima offerta sul mercato della compagnia aerea, l’advisor sarà Citigroup. Due domande: cosa è Citigroup? E cosa è un advisor?


Con un fatturato di 156 miliardi di dollari, un utile netto di 22 miliardi di dollari e qualcosa come 300mila dipendenti, l’americana Citigroup risulta essere la più grande azienda di servizi finanziari sulla faccia della terra. Quanto all’advisor, trattasi di consulente incaricato di effettuare valutazioni (in sostanza quanto vale, in soldoni, un certo prodotto. Una certa Alitalia, nel nostro caso) destinate agli operatori del mercato. Gli advisor si fanno pagare profumatissimamente. Alla McKinsey, uno dei tanti advisor dell’Alitalia, la compagnia aerea sborsò 51 milioni di euro per consulenze che, stando ai fatti, non fruttarono un lupino. Dieci milioni e mezzo si beccò la Goldman Sachs per far da advisor alla vendita dell’Ente Tabacchi. Mediobanca e Merrill Lynch si cuccarono invece 55 milioni per la cessione del 10 per cento dell’Enel. Questo per dire. Onde muoversi come topi nel formaggio nelle grandi operazioni finanziarie, detto in altre parole per avere gli agganci giusti, è pratica delle grandi società arruolare (pagandoli lautamente) ex capi di Stato, ex primi ministri, ex grandi banchieri, ex boiardi di Stato: è il caso, per restare in Italia, di Prodi (Goldman Sachs, che ebbe un ruolo centrale nella privatizzazione di Cirio, Bertolli e De Rica al tempo in cui testa quedra era il capintesta dell’Iri), Padoa-Schioppa, Mario Draghi, Mario Monti, Corrado Passera, Alessandro Profumo, Paolo Scaroni ed altri.
Questo il quadro generale, caro Ferrarin. Però se vuole davvero sapere chi e cos’è un advisor, rifletta su questa novelletta amena che devo a Fabio dal Boni del Foglio. Su una collina un pastore che sta pascolando il gregge vede sopraggiungere una potente Bmw. Al volante c’è un giovane di razza rampante in regolamentare completo Armani e scarpe Todd’s. Si ferma e fa al pastore: «Se ti dico quante pecore hai nel gregge, me ne dai una?». E il pastore: «Certo, vediamo se indovini». Il rampante impugna il suo telefonino-computer Blackberry, lo collega al computer dell’ufficio col quale va su Google Maps (il sito con le immagini satellitari di ogni angolo del mondo), circoscrive l’area relativa alla collina in cui si trova, la invia per e-mail a un laboratorio in Germania che gli rispedisce sulla ministampante inserita nel cruscotto della Bmw il dettaglio del gregge e sul Blackberry il numero delle pecore. «Tu hai esattamente - esclama trionfante il giovanotto - mille 586 pecore». E il pastore, sbalordito: «Esatto! Bravo, puoi prenderti una pecora». Il giovanotto carica l’animale nel portabagagli e s’appresta a ripartire quando il pastore gli grida: «Hei, tu, se indovino che mestiere fai mi restituisci la bestia?». «Ma certo», risponde il giovanotto con un sorriso di sufficienza. «Sei un consulente, sei un advisor». «Diavolo, come hai fatto ad indovinare?». «È evidente: sei comparso senza ch’io ti cercassi, hai voluto essere pagato per rispondere ad una domanda che già conoscevo e del mio lavoro non capisci un accidente. E adesso restituiscimi il cane».