Alitalia resta in rosso ma raccoglie i primi frutti

Alitalia riduce i debiti e aumenta fatturato e passeggeri. Un semestre tra luci e qualche ombra, ma «risultato straordinario conseguito soprattutto nel secondo trimestre, positivo a livello di ebit», per Roberto Colaninno. Il quale sottolinea il contesto difficile: crisi del Mediterraneo e terremoto in Giappone, infatti, hanno recapitato ad Alitalia una superbolletta di 170 milioni di euro (si legga petrolio).
I conti. La compagnia chiude i primi sei mesi dell’anno con una perdita netta di 94 milioni (nello stesso periodo 2010 i milioni erano 164). I ricavi crescono del 7% a 1,561 miliardi, mentre l’ebitda risulta positivo per 43 milioni (-16 milioni al 30 giugno 2010). L’ebit è sceso da -129 milioni a -69. Ma nel solo secondo trimestre è stato per la prima volta positivo, per 17 milioni. Il miglioramento dei risultati economici, si legge in una nota, «è ancora più significativo se si tiene conto che, rispetto al 2010, l’impatto complessivo dei maggiori costi (per il carburante, per l’ammodernamento della flotta e per la scadenza delle agevolazioni sul personale) e delle crisi nel Nordafrica e in Giappone, è stato pari a circa 200 milioni di euro».
«Come azionista e come imprenditore - è il commento di Colaninno - sono molto soddisfatto di aver partecipato insieme all’ad, Rocco Sabelli e al suo team, al rilancio di Alitalia che ritengo essere una infrastruttura strategica del nostro Paese. Non è azzardato ipotizzare il pareggio di bilancio entro il 2011». Obiettivo confermato poi dallo stesso cda. L’outlook del terzo trimestre - prosegue la nota della compagnia - «sulla base di una stima del risultato del mese di luglio e del portafoglio prenotazioni per i mesi di agosto e settembre, indica un’importante accelerazione della crescita dei passeggeri e dei ricavi rispetto al terzo trimestre 2010. Crescita trainata, in particolare, dalle attività intercontinentali».
Il cda, infine, ha approvato le linee guida del nuovo piano 2012-2015 che, facendo leva sui risultati già ottenuti, «perseguirà obiettivi di sviluppo del network e della flotta, oltre che di miglioramento della performance economico-finanziaria e operativa». Considerati strategici il rafforzamento di Fiumicino quale hub per il Sud Europa nell’ambito dell’alleanza SkyTeam; il conseguente sviluppo delle attività intercontinentali e internazionali; l’ampliamento su altri mercati della joint venture transatlantica con Air France-Klm e Delta; lo sviluppo dello Smart Carrier Air One.