Alitalia resta in rosso: rinviato il pareggio

Non ha pace l’Alitalia, che vede nuovamente sfumare l’obiettivo del pareggio operativo di bilancio per la fine del 2011, dato che era stato più volte confermato fino a qualche settimana fa. La doccia fredda è venuta ieri dall’amministratore delegato Rocco Sabelli, il quale ha annunciato che l’andamento difficoltoso del quarto trimestre non permetterà il break even. Il 26 ottobre lo stesso ad presentando i conti a settembre aveva confermato il raggiungimento del pareggio operativo nel 2011, e la previsione dell’utile netto nel 2012. Tra gennaio e settembre l’utile operativo era stato di 21 milioni; nonostante i problemi nel Nord Africa e in Giappone avessero pesato per una cifra stimata in 250 milioni. Nel solo terzo trimestre - quello influenzato dalla migliore stagionalità - l’utile operativo era stato di 90 milioni e il risultato netto di 69. Va ricordato che inizialmente, all’avvio di Cai-Alitalia nel gennaio 2009, il pareggio era stato indicato per il 2011, poi, in seguito all’aggravarsi della crisi dei mercati, fu subito spostato di un anno.
Ora sfuma anche il secondo traguardo e Sabelli guarda con preoccupazione il 2012. Le motivazioni risalgono ancora all’andamento generale dell’economia. Il problema non è tanto il numero dei passeggeri, quanto quello dei ricavi, visto che cala soprattutto il traffico legato al mondo degli affari, che nel trasporto aereo produce i maggiori margini. «Ci siamo portati in una buona posizione nei primi nove mesi, ma adesso - ha detto Sabelli incontrando i giornalisti dopo il Governing board di Sky Team, l’alleanza alla quale appartiene Alitalia - abbiamo un quarto trimestre veramente pesante. Da metà settembre, ma ancora di più a ottobre e con le prenotazioni di novembre e dicembre, abbiamo un buon flusso di passeggeri in linea con il nostro trend ma, sfortunatamente, si è fermata l’industria italiana. Le prime 50 imprese - ha spiegato Sabelli - hanno frenato e nel mese di settembre questo ha comportato un calo del 10% del traffico sui voli Alitalia rispetto a settembre dell’anno precedente. Frenata - ha osservato - che si sta accentuando nel mese di ottobre, novembre e dicembre, con punte molto serie, anche del 30-50%». Speriamo - ha detto - «che ci sia una reazione anche un po’ emotiva» e che la crisi del traffico aereo «non sia strutturale ma solo un momento, superato il quale ci possa consentire di tornare a livelli normali».
Va ricordato che il 2011 è il terzo esercizio della nuova Alitalia, avviata ufficialmente il 13 gennaio del 2009. Con questo bilancio scade anche l’incarico a Rocco Sabelli, che guiderà l’azienda fino all’assemblea, per il quale il pareggio avrebbe significato un successo personale e, presumibilmente, ricchi premi. Invece ora anche i dirigenti dovranno rinunciare, non senza malumore, al premio di produttività di fine anno.
Scadrà alla fine del 2012 la clausola di lock-up che impedisce agli attuali azionisti di vendere all’esterno della compagine societaria, e ad Air France di crescere oltre l’attuale 25%, che ne fa il primo socio. Recentissime le dichiarazioni di Jean Cyril Spinetta, da poco rientrato alla guida del colosso parigino, che aveva elogiato l’andamento di Alitalia. Air France ha archiviato i primi 9 mesi con conti in affanno e con la previsione di un 2011 in perdita. Alla domanda su una futura integrazione di Alitalia nel gruppo Air France-Klm, Spinetta aveva risposto: «Non è all’ordine del giorno», e infatti non lo è. Ma i corsi di Borsa pongono un serio problema: uno sbilanciamento dei valori delle due compagnie potrebbe dare eccessivo peso ai soci italiani nella holding franco-olandese, rendendo più arduo uno scambio azionario com’era stato sempre ipotizzato.