«Alitalia sarà venduta entro fine anno»

da Roma

Un boulevard spianato verso l’acquisizione di Alitalia. È questo il sentiment del mercato francese nei confronti di Air France-Klm e delle sue mire espansionistiche al di là delle Alpi. I broker parigini, più che le prospettive del consolidamento, hanno apprezzato il ritiro di Lufthansa e il conseguente rischio di una gara al rialzo. Air France, secondo quanto rivelato dai quotidiani francesi, dovrebbe valutare il vettore italiano molto meno dei suoi 1,2 miliardi di capitalizzazione includendo anche l’assunzione del debito (emissione obbligazionaria inclusa). Anche per questo motivo Oddo Securities ha alzato il rating sulla compagnia guidata da Jean-Cyril Spinetta ad «acquistare».
L’ottimismo transalpino è giustificato anche dalla ferma volontà del governo italiano di passare di mano la «patata bollente» Alitalia. Come confermato ieri dal ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. «Siamo alla fine del percorso. Entro la fine dell’anno avverrà l’aggiudicazione al miglior offerente», ha dichiarato confermando che l’esecutivo intende accelerare i tempi una volta che il cda Alitalia avrà individuato con quale offerente vorrà trattare in esclusiva. Ma come in tutte le vicende romane non è solo l’aspetto finanziario a pesare in maniera determinante. Air France-Klm è straniera e questo la rende «politicamente» meno simpatica rispetto al principale concorrente Ap Holding dell’italiano Carlo Toto e dell’italianissima Intesa Sanpaolo. «È un grande progetto per creare un’azienda di successo, speriamo di essere scelti», ha ribadito l’ad del gruppo bancario Corrado Passera accennando al piano di investimenti da 4 miliardi.
Inoltre il successo di Air France comporterebbe il ridimensionamento di Malpensa, sgradito al partito trasversale pro-Lombardia. E soprattutto al sindacato che poi dovrà trattare con l’acquirente gli inevitabili esuberi. Che non saranno inferiori a un quinto delle 10mila unità della componente «volo», senza contare che mentre Ap Holding punta a valorizzare anche le attività di manutenzione, i francesi non hanno fatto alcun accenno alla vicenda. L’Ugl ha già fatto sapere che il «consenso pieno» potrà esserci solo in presenza di una strategia «mirata al rilancio». Resta, invece, defilata la posizione della cordata rappresentata dall’ex presidente della Corte costituzionale, Antonio Baldassarre. A tutto ciò si aggiunge l’azione di «disturbo» del vettore low-cost Ryanair che ha chiesto alla Commissione Ue di bloccare l’offerta parigina. Almeno fino a quando sia Alitalia sia Air France non avranno restituito i 2,7 miliardi di aiuti di Stato ricevuti dai rispettivi governi per far fonte alle crisi affrontate negli anni scorsi. In un contesto ancora molto fluido si inseriscono le dichiarazioni del governatore della Lombardia, Roberto Formigoni, che ha parlato di «una situazione di Lufthansa non ancora definita», pur approvando il piano di Ap Holding che «appare molto più completo». La compagnia tedesca, che ha rinunciato per non veder abbassato il proprio rating, quindi potrebbe non essere definitivamente estromessa dai giochi (vedi articolo in basso). In Borsa, intanto, Alitalia è rimasta stabile (meno 0,24%), mentre Air France ha messo a segno un rimbalzo del 3,86 per cento.