Alitalia, Scajola: "Scioperare ora sarebbe folle"

Il ministro per lo Sviluppo economico: "Quella di Cai sarebbe la più grande operazione fatta da privati in Italia. Un'ondata di scioperi sarebbe pericolosa". Intanto Sabelli, il commissario Fantozzi e il presidente dell'Enac Riggio sono a Ginevra per un incontro con l'Associazione internazionale del trasporto aereo

Milano - Una nuova ondata di scioperi per Alitalia "sarebbe una follia". Lo ha detto il ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola, al Cremlino, a margine del vertice intergovernativo italo-russo. Secondo il rappresentante del governo italiano a fronte della situazione attuale e con una perdita di clienti abbastanza forte, l’astensione dal lavoro provocherebbe una ulteriore perdita di forza della compagnia di bandiera italiana. Ci vuole invece una grande operazione di marketing, secondo Scajola, a fronte di un investimento della Cai che secondo il ministro sarebbe la più grande operazione fatta da privati in Italia. Un investimento a rischio in questo caso e "se ci metti anche un’ondata di scioperi, sarebbe una follia".

Sabelli, Fantozzi e Riggio a Ginevra L’amministratore delegato della Cai Rocco Sabelli, il commissario straordinario Augusto Fantozzi ed il presidente dell’Enac Vito Riggio sono oggi a Ginevra per una riunione con il Direttore generale e Ceo della Iata, Giovanni Bisignani. L’incontro - ha confermato il portavoce della Iata Anthony Concil - per discutere dei rapporti con Alitalia e dell’inserimento della nuova compagnia nel sistema Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo. Tra le questioni che dovrebbero esssere discusse, la certificazione Iosa (Iata Operational Safety Audit).

Deposito cauzionale Il presidente e direttore generale della Iata, Giovanni Bisignani ha chiesto all’amministratore straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, un deposito cauzionale per i servizi in favore dell’Alitalia e in particolare per quello di biglietteria. "Nel corso dell’incontro - riferisce il presidente dell’Enac, Vito Riggio - Bisignani ci ha illustrato un quadro del trasporto mondiale assolutamente drammatico: anche le tigri asiatiche come Cina e India, che registravano livelli di crescita intorno al 30%, segnano una durissima contrazione. La Cina si attesta a circa il 5% mentre l’India dovrebbe chiudere il 2008 con segno negativo. Quest’anno ci ha riferito Bisignani - sono parole del presidente dell’Enac - sono già fallite trenta compagnie sulle mille presenti nel mondo di cui 230 affiliate alla Iata". "L’incontro è stato utilissimo - ha aggiunto Riggio - visto l’altissimo profilo dell’organizzazione che, ci fa piacere notare, è guidata da un manager italiano". Dopo questa introduzione sull’andamento del trasporto aereo del mondo, Riggio ha abbandonato la riunione, ma, in base alle anticipazioni, ha reso noto che molto probabilmente la Iata, considerando la Cai come nuova aviolinea, gli chiederà un deposito cauzionale per una serie di servizi tra cui il controllo di qualità che è richiesto obbligatoriamente per essere affiliati all’organizzazione dopo un preventivo periodo di osservazione. "Mentre lasciavo la riunione - ha concluso Riggio - si sta discutendo - del codice Az che attualmente identifica l’Alitalia in tutto il mondo e dovrebbe essere trasferito alla Nuova Alitalia".