«Per Alitalia lo scenario peggiora»

da Milano

«Purtroppo si apre uno scenario che peggiora ulteriormente la situazione di Alitalia». Lo afferma il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, che ieri ha commentato la decisione del Tar del Lazio di accogliere il ricorso di Air One. E alla domanda se sia possibile rifare la gara per l’acquisizione di Volare, Bianchi ha risposto di credere che fino a che non si avrà la sentenza di merito del Tar c’è poco da dire. «I sindacati li vedo giustamente un po’ agitati perché il patto che abbiamo fatto è tra gentiluomini senza nulla di scritto ed era quello di avere tre mesi di tempo per elaborare un piano di tutto il sistema aereo e di Alitalia», ha detto Bianchi. «Purtroppo, quello che sta avvenendo in queste settimane produce delle accelerazioni. Immagino che ci saranno delle richieste che i sindacati faranno: vediamo quali. Ma, al tempo stesso, non si può fare la riforma di Alitalia se non si fa la riforma del trasporto aereo». Il ministro incontrerà settimana prossima i sindacati, mentre lunedì è fissato l’incontro tra azienda e sindacati sugli impegni presi il 10 ottobre a palazzo Chigi.
Sul nuovo piano di rilancio Bianchi ha affermato: «spero di ricevere a giorni un aggiornamento del piano industriale di Alitalia», aggiungendo di non aver avuto ulteriori incontri con il numero uno della compagnia Giancarlo Cimoli. «Se il governo sapesse qual è il segreto della Fiat e come è riuscita ad uscire dalla crisi, sarebbe il caso di utilizzare la sua stessa strada», ha poi detto Bianchi. Ai giornalisti che gli chiedevano, durante la Conferenza dei ministri dei Trasporti europei, un commento sulla Fiat, Bianchi ha risposto che si potrebbe «mandare in giro come “best practice”». «Se sapessimo come hanno fatto a tirarsi fuori da una situazione che si diceva come quella dell'Alitalia potremmo copiarli».
Sulla querelle che negli ultimi giorni ha visto contrapporsi gli scali di Malpensa e Fiumicino, Bianchi ha quindi commentato che «il paese è dotato di due grandi aeroporti, addirittura Milano ha un City airport e un grande aeroporto, Roma ha un grande aeroporto e anche un aeroporto, diciamo secondario, di supporto, come Ciampino. Dobbiamo partire da qui per dire che cosa può fare ognuno. E nella nostra proposta sarà escluso in maniera categorica che si possa suggerire di chiudere uno in favore dell'altro. Non c'è proprio questo problema».