Alitalia, sciopero bianco a oltranza: è il caos

In tutto il Paese saltano più di 120 voli. Tensioni anche in AirOne. I disagi continueranno domani: cancellati già 45 voli. Le parti sociali negano le proprie responsabilità. Lite Cai-sindacati sulle assunzioni, 210 mila euro di multa per gli aerei rimasti a terra

Roma - Nuova settimana di "passione" per chi viaggia: si conta al momento una raffica di voli Alitalia cancellati all’aeroporto di Fiumicino. Mentre la protesta "bianca" del personale di bordo di Alitalia  entra nella seconda settimana, oggi tra partenze e arrivi, sono stati cancellati circa 70 voli della compagnia all’aeroporto romano di Fiumicino, 40 nello scalo milanese di Linate e 14 in quello lombardo di Malpensa. A Roma si sono contate 70 cancellazioni da e per Fiumicino, 30 in partenza e 42 in arrivo, in gran parte voli nazionali. Negli scali milanesi, sono 40 i voli cancellati a Linate (21 partenze e 19 arrivi) e 14 quelli a Malpensa (7 partenze e altrettanti arrivi). Sabato scorso, la compagnia ha annunciato la decisione di ridurre i voli proprio per rispondere al "persistere del comportamento anomalo nelle procedure operative nonché del consistente aumento delle assenze per malattia, di una parte del personale di volo", assicurando al tempo stesso la riprotezione dei passeggeri dei voli cancellati.

Voli in crisi Intanto Alitalia ha messo a disposizione degli utenti un altro mezzo per verificare lo stato dei voli: è attivo da oggi il numero verde 800-650-055. Chiamando il numero, da telefono fisso o mobile, un risponditore automatico chiederà di inserire il codice del volo che si vuole verificare: se il volo è confermato una voce automatica lo dirà, se invece è cancellato si passerà in automatico a un operatore che gestisce la riprotezione su altri voli. Questo canale si aggiunge a quelli già attivi, il call center 06-2222 e il sito www.alitalia.it dove linkando su "stato del volo" e inserendo le coordinate del volo stesso, si può verificare se è ancora attivo oppure no.

Prima multa per Alitalia È già scattata la prima multa per Alitalia per i voli rimasti a terra nei giorni scorsi. Ad annunciarlo il presidente dell’Enac Vito Riggio ai microfoni di radio24 . "Abbiamo già cominciato a dare le multe all’Alitalia per quanto avvenuto il 10 novembre, il primo giorno di disagi per gli utenti -ha detto-. Non si possono lasciare i passeggeri senza informazioni, abbandonare i check in o cancellare i voli all’ultimo momento. La multa -ha aggiunto- costerà 210 mila euro". E nei prossimi giorni altre multe potrebbero scattare per i giorni successivi. "La riduzione dell’operativo - ha detto Riggio - ormai è in atto. Penso di istituire un comitato per la transizione in cui saranno rappresentati sia la vecchia che la nuova Alitalia e ovviamente l’Ente di Vigilanza in modo tale da garantire i passeggeri". E ha concluso il presidente dell’Enac: "è compito nostro vigilare sulla sicurezza e anche sugli obblighi che si prendono con i passeggeri".

Il nodo assunzioni Le assunzioni nella "Nuova Alitalia" da parte della Cai, potranno iniziare solo al termine dell’iter previsto per la cassa integrazione straordinaria (Cigs) che sarà completata entro il prossimo 24 novembre, quindi la prossima settimana. L’amministratore straordinario dell’Alitalia, Augusto Fantozzi, ha reso noto Antonio Cepparulo della Filt-Cgil, al termine di un incontro tecnico tra le nove sigle sindacali dei dipendenti e i tecnici del ministero del Lavoro, potrà inviare ai 17.500 dipendenti dell’Alitalia le lettere di inizio della cassa integrazione straordinaria solo al termine della procedura che si dovrà concludere entro il prossimo 24 novembre. E la Cai potrà iniziare le assunzioni solo dopo che i dipendenti avranno ricevuto la comunicazione della cassa integrazione. Lo stesso Cepparulo ha poi reso noto che il confronto tra sindacati e ministero del Lavoro proseguirà domani alle 10 proprio per affrontare i temi relativi alla Cigs. L’Anpac ha invece smentito che siano in corso trattative per le assunzioni dei piloti nella "Nuova Alitalia", notizia riportata da un quotidiano.

Negoziato concluso Che il negoziato ormai è finito è stato ribadito nuovamente dal ministro ai Trasporti ed infrastrutture, Altero Matteoli: "Non c’è più spazio per il negoziato". Il ministro ha poi risposto ad una domanda sulle affermazioni di Fantozzi secondo cui il debito ricadrebbe sui contribuenti. "Ho visto questa dichiarazione - ha detto Matteoli - e innanzitutto credo che bisogna vedere quante sono le risorse che la bad company riuscirà ad avere: restano delle proprietà che possono essere vendute. Alla luce di tutto questo capiremo quali sono le possibilità di incassare da parte dei creditori. Lo sapremo alla fine. Fantozzi sta lavorando molto bene".