Alitalia, si cerca l’intesa sul taglio alle buste paga

da Milano

Il tempo sta diventando il fattore determinante per l’Alitalia. Il 31 dicembre non è lontano: entro quella data dovrà essere stato realizzato l’aumento di capitale, lo Stato dovrà scendere sotto il 50% e dovranno essere restituiti i 400 milioni del prestito ponte. È l’ultimo, invalicabile stop imposto dall’Unione europea. Per raggiungere l’obiettivo è necessario che alcune banche sottoscrivano e garantiscano la ricapitalizzazione; per convincerle che si tratta di un investimento di mercato (condizione essenziale, come ha ribadito anche ieri Corrado Passera, ad di Banca Intesa), il piano industriale della compagnia va rivisto sulla base del calcolo dei nuovi maggiori costi; per il via libera alle modifiche al piano è necessaria un’intesa con il sindacato. Ed è questo il primo nodo da sciogliere. Ieri si è svolto un incontro tecnico preliminare a quello di oggi, durante il quale ci sarà un confronto sulle nuove misure che dovranno essere adottate, e che saranno varate nel corso del prossimo consiglio di amministrazione (non ancora convocato, ma che con buona probabilità si terrà venerdì).
Dei 550 milioni che costituiscono il nuovo fabbisogno provocato dal caro-petrolio, la scorsa settimana, il presidente e ad Giancarlo Cimoli ha detto che circa 370 milioni sono recuperabili attraverso operazioni di miglioramenti di efficienza sulla rete, risparmi sugli acquisti e con i benefici derivanti dai requisiti di sistema. I restanti 180 milioni dovrebbero essere recuperati agendo sul costo del lavoro, ma senza tagli al personale. L’obiettivo è di trovare un’intesa su una riduzione dei costi accessori del salario, come la quattordicesima o i premi di produzione. L'intenzione, secondo indiscrezioni, è di offrire un ventaglio di interventi che potrebbero anche avere carattere temporaneo: in alcuni casi si potrebbe trattare di rinvio del pagamento, in altri di pagamento in azioni. Per ridurre il costo del lavoro in maniera stabile Alitalia punterebbe inoltre su un nuovo piano di esodi incentivati.
Con ottobre frattanto è stato avviato il ricorso alla cassa integrazione e alla solidarietà (lavorare meno per lavorare tutti); quest’ultima interessa il solo personale di volo. Il personale amministrativo e di struttura farà, a rotazione, 10 giornate di cassa da qui a fine anno, trenta nel 2006 e 20 nel 2007, tutte collocate di venerdì o lunedì.\