Alitalia, si gioca l'ultima partita Sacconi: "Accordo ora o mai più"

Lunga giornata al ministero
del Lavoro sulla vertenza Alitalia in un clima molto teso. In serata vertice a Palazzo Chigi. Si susseguono trattative al oltranza, incontri e tavoli tecnici. Dipendente minaccia di darsi fuoco. Voli cancellati. L'ultimatum del ministro: "L'alternativa è il fallimento". Mercoledì l'esame del dl a Palazzo Madama

Roma - Trattativa in salita per Alitalia, il confronto è serrato, duro tanto che in serata c'è stato un vertice a Palazzo Chigi nello studio del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Gianni Letta. Alla riunione, che si è svolta mentre è in corso la trattativa a oltranza tra governo e sindacati, hanno preso parte il presidente della Cai Roberto Colaninno, il commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi, l'ad e il direttore generale di Intesa SanPaolo, Corrado Passera e Gaetano Micciché. A palazzo Chigi sonno giunti in serata anche i ministri del Welfare Maurizio Sacconi e delle Infrastrutture Altiero Matteoli.

Fra tensioni e tavoli tecnici "Atitech non si tocca, la difenderemo con la lotta". Una lunghissima giornata di trattative, incontri e tavoli al ministero del Lavoro per trovare la quadra sulla vertenza Alitalia. Così se da una parte è partito il corteo di piloti e hostess, il ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, e l’amministratore di Cai, Rocco Sabelli, hanno concluso le consultazioni con i rappresentanti sindacali di Alitalia. Partono nella sede del ministero del Lavoro in via Fornovo i tavoli tecnici sui contratti per le tre categorie. Sacconi avverte: "Il risultato è a portata di mano a condizione che tutti gli attori coinvolti si muovano con responsabilità e onestà intellettuale". Immediata la reazione dell'Anpac: "Il rischio che la situazione precipiti è alto".

Il tavolo della trattativa Prosegue al ministero del Lavoro la trattativa a oltranza tra i sindacati e Cai, la società che si è offerta di rilevare le attività ancora redditizie della commissariata Alitalia, mentre alcune decine di voli sono stati cancellati per le assemblee dei lavoratori. Il commissario Fantozzi e il ministro Sacconi avevano indicato la mezzanotte di oggi come il termine ultimo per il raggiungimento di un accordo ma stamattina il commissario ha detto che l’accordo deve essere raggiunto entro domani. L’alternativa all’intesa è la disdetta dei contratti, ha detto ancora Fantozzi. Mentre i sindacati sembrano aver accolto il piano industriale che prevede la riduzione degli addetti - tra esuberi ed esternalizzazioni a 11.200 da 17.500 - sono ancora forti le resistenze sulla proposta di nuovi contratti avanzata da Cai. La novità della mattinata riguarda la disponibilità di Cai a entrare con una partecipazione nelle società di Alitalia che gestiscono la manutenzione pesante e il cargo e che sono destinate a uscire dal perimetro della nuova compagnia. Per il resto Sabelli ha confermato che il piano di salvataggio e rilancio della Nuova Alitalia non deve essere cambiato perchè punta ad aumentare il trasporto di passeggeri e a fare più ricavi. "La cosa è seria, ci sono problemi ma sono sereno", aveva detto stamattina lo stesso Sabelli alla ripresa del negoziato. Ma Stefano de Carlo, dei piloti Anpac, ha dichiarato che "il rischio che la situazione precipiti è alto". "Le risposte che abbiamo ottenuto non sono soddisfacenti perchè non ci sono cambiamenti su flotta e collegamenti", ha dichiarato. Nel tardo pomeriggio, Sacconi, lasciando il ministero ha detto che è "difficile dire" se la parte più complicata del negoziato riguardi il piano industriale o i contratti. "E’ una somma di cose", ha dichiarato ai giornalisti.

Tempi non imminenti per il partner straniero Fuori dall’aeroporto di Fiumicino il traffico è stato bloccato dalle proteste dei lavoratori e 50 voli sono stati concellati per il sorgere di assemblee spontanee dei lavoratori. Anche fuori dal ministero si sono visti circa 200 manifestanti, alcuni dei quali con cappi al collo per esprimere tutta l’irritazione verso i tagli del piano Cai. Il negoziato in questo momento è diviso tra tre tavoli - piloti, assistenti di volo e personale di terra - che in serata dovrebbero riunirsi. Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha detto che la maggioranza della Nuova Alitalia resterà in mani italiane e che una compagnia straniera potrà entrare solo con una quota di minoranza. I soci italiani della Cai sono tenuti per statuto a non rivendere la propria quota per i prossimi cinque anni ma come ha spiegato ieri il ministro dell’Economia Giulio Tremonti questo divieto può essere modificato con il consenso del 66% dei voti. Molti osservatori ritengono inevitabile un accordo industriale con un grande vettore europeo anche se i tempi potrebbero non essere imminenti. Tra i candidati più accreditati di far parte della compagine azionaria di Cai c’è Air France che ha detto di essere interessata a rilevare una quota se sarà redditizia. Altro nome spesso indicato tra i possibili azionisti è quello della Lufthansa, per cui propende il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni. Le azioni Alitalia sono state sospese in Borsa dallo scorso giugno quando la compagnia capitalizzava 617 milioni di euro.

L'ultimatum di Sacconi "O questa notte o mai più. Purtroppo questa è l’ultima possibilità, non ce né una seconda. Non c’è la possibilità di un secondo appello", ha commentato Sacconi all'apertura dei tavoli tecnici. "Domani mattina - ha aggiunto il ministro - quando si apriranno gli uffici, il commissario straordinario Augusto Fantozzi deve avviare con rapidità atti che si fondano sulla presenza o meno dell’accordo e quindi dell’offerta". Interrogato su quanto sia il suo ottimismo per una conclusione positiva del confronto, il ministro ha risposto di essere "ottimista per definizione perchè voglio pensare - ha aggiunto - che nessuno voglia il fallimento. Questo mi porta ad avere fiducia nella ragionevolezza di tutti i soggetti. L’alternativa è il fallimento".

Sabelli conferma la validità del piano Sabelli conferma la validità del piano Alitalia presentato ai sindacati. Nel suo intervento al tavolo di confronto al ministero del Lavoro, Sabelli ha parlato di "un piano di crescita che mira a trasportare più passeggeri e più ricavi" osservando che "dal confronto sono emersi due nodi", il network e la flotta. "Sul mercato domestico c’è necessità di maggior presidio delle rotte fondamentali con AirOne", ha spiegato Sabelli sottolineando la possibilità di "migliorare i piani anche per non lasciare spazi a competitor". Tuttavia, Cai non intende acquisire manutenzione pesante e cargo di Alitalia ma prevede una partecipazione azionaria delle due attività che andrebbero in outsourcing. Non solo. Sul nodo relativo al cargo, la Cai sarebbe disponibile a partecipare con una quota alla joint venture di operatori specializzati nel settore, che rilevino le attività cargo e le gestiscano con criteri di mercato.

Bonanni fischiato dai lavoratori Il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni, è stato pesantemente fischiato da un gruppo di lavoratori di Alitalia che si sono riuniti stamattina presso la sede del ministero. All’arrivo di Bonanni i lavoratori lo hanno accolto fischiando e urlando: "Vergogna non devi firmare". I dipendenti espongono locandine funerarie in cui si legge che "l’11 settembre Alitalia è dolorosamente deceduta. Ne danno il triste annuncio i lavoratori di terra e di aria". Altri hanno al collo delle corde legate come un cappio con locandine dove è scritto: "Questa è la cordata italiana".

Dipendente minaccia di darsi fuoco Momenti di paura in serata in via Fornovo, all'angolo con via delle Milizie a Roma dove, durante un presidio di lavoratori dell'Alitalia, uno dei manifestanti ha minacciato di darsi fuoco. L'uomo è stato convinto dopo poco a desistere. Sul posto sono intervenute due unità del 118 e le forze dell' ordine che dopo alcuni minuti di tensione - l'uomo teneva in mano una bottiglia piena di liquido infiammabile e nell'altra un accendino - hanno calmato il manifestante che ha consegnato la bottiglia il cui liquido aveva minacciato di rovesciarsi addosso.

L'iter parlamentare Le commissioni riunite Lavori pubblici e Industria di Palazzo Madama avvieranno mercoledì prossimo l’esame del decreto legge su Alitalia che modifica la legge Marzano sulle grandi aziende in crisi. I lavori saranno aperti dalle relazioni dei senatori Angelo Maria Cicolani (Pdl) per la commissione Lavori pubblici e Antonio Paravia (Pdl) per la commissione Industria. Gli uffici di presidenza delle due commissioni si riuniranno alle 10, prima dell’inizio dei lavori, per decidere il calendario delle audizioni. Il presidente della commissione Industria e Trasporti, Cesare Cursi ha detto che "data l’importanza della materia trattata sarà data la massima attenzione al susseguirsi dei lavori, che prevedono l’audizione del governo, delle parti sociali e del Commissario dell’Alitalia". "Il tutto - sottolinea Cursi - per giungere all’appravozione del testo normativo nel minor tempo possibile".