Alitalia, il sindacato fa pressioni ma la Cai resiste

RomaIl dossier Alitalia attraversa un altro dei suoi tanti momenti delicati. Il confronto tra Cai e i sindacati sulla stesura dei contratti ieri ha registrato un altro intoppo. Anpac e Unione piloti, le associazioni che rappresentano i comandanti, hanno comunicato che intendono rinunciare all’ipotesi di contratto dirigenziale per tornare al vecchio modello.
Una controproposta che squasserebbe il lavoro di ricucitura tra le parti portato avanti dal governo il mese scorso. E proprio a Palazzo Chigi ieri si è svolto un nuovo incontro tra il sottosegretario Gianni Letta e i vertici di Cai, Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, accompagnati dall’ad di Intesa Sanpaolo Corrado Passera e dal responsabile Corporate Gaetano Micciché. «Un vertice di routine fissato da tempo», fanno sapere fonti vicine alla cordata smentendo le indiscrezioni secondo le quali la compattezza della compagine, presa tra l’incudine della crisi e il martello della revanche sindacale, si starebbe incrinando.
Normale dialettica tra le parti, quindi. Ma c’è un «però». I sindacati, anche i confederali, hanno qualche problema nella gestione della vicenda. Anche al loro interno. La partita più importante che si sta giocando è quella delle assunzioni nella nuova compagnia ed è chiaro che ogni sigla cerchi di tirare la coperta dalla propria parte privilegiando i propri iscritti. Poi, come detto, c’è la questione dei piloti che sin dall’inizio erano contrari alla rappresentanza sindacale unitaria e, vista la stasi degli ultimi giorni, stanno giocando al rialzo per poter «pesare» ancora nella compagnia. Infine, c’è chi come Sdl pensa a ipotesi alternative che riportino una quota di Alitalia in capo allo Stato. Fantasie, congetture, ma anche questo continuo rilancio incide sul corso delle relazioni industriali.
Naturale che la scelta del partner estero continui a slittare. Anche se per Cai, ufficialmente, continuano a non esserci problemi e la scadenza di fine mese per la trattativa con il commissario straordinario Fantozzi non è stata spostata. Però, Lufthansa ed Air France-Klm continuano a restare alla finestra. L’incontro con il numero due francese, Pierre-Henri Gourgeon, non è stato ancora fissato. Mentre, secondo il quotidiano tedesco Handelsblatt, la compagnia della Magliana sarebbe ancora in cima all’agenda del presidente di Lufthansa Mayrhuber.
Ieri, infine, il governo ha posto la fiducia sul decreto Alitalia alla Camera. Il servizio bilancio di Montecitorio ha stimato in 100 milioni le maggiori entrate per l’aumento della tassa d’imbarco a 3 euro, misura volta a finanziare gli ammortizzatori sociali.