Alitalia, sono sei i candidati per l’acquisizione

Oggi il numero uno Prato incontra i rappresentanti sindacali. Saranno approfonditi i contatti con Lufthansa, Aeroflot, Air France-Klm, Ap Holding, Tpg e la cordata Baldassarre. La compagnia aerea tedesca: siamo aperti a negoziati ma a condizioni giuste

Milano - Continua, anche se lentamente, la ricerca di un candidato per l’acquisto di Alitalia. Ieri il consiglio di amministrazione della compagnia ha deciso di continuare i contatti con sei candidati: Aeroflot, Air France-Klm, Ap Holding, Lufthansa, Tpg e la cordata di cui il giurista, ex presidente Rai, Antonio Baldassarre, è advisor legale e comprende un gruppo di imprenditori oltre a Engineering e un vettore italiano. La decisione è stata presa dopo che il presidente, Maurizio Prato, ha informato il consiglio di avere avuto, anche attraverso l’advisor Citi, contatti con un numero significativo di soggetti finanziari e industriali, europei e no. Fonti industriali hanno precisato di non aver ricevuto alcuna offerta precisa ma che la decisione di procedere con questi sei candidati è stata presa sulla base della valutazione dei rispettivi requisiti.

«Siamo in linea di principio aperti a negoziati» con Alitalia, ha sottolineato una portavoce di Lufthansa. «Confermiamo la posizione che abbiamo tenuto finora», ha aggiunto la portavoce, ricordando che un’alleanza con Alitalia deve avere una logica per entrambe le parti e deve avvenire alle giuste condizioni. Un concetto più volte ribadito anche da Air France-Klm che ha chiesto condizioni differenti dalle attuali, soprattutto riguardo agli esuberi di personale. E proprio su quest’ultimo argomento potrebbero esserci novità oggi nel corso dell’incontro che il numero uno della compagnia avrà con i rappresentanti dei sindacati.

Come comunicato già il 30 agosto, «Alitalia si propone di completare gli approfondimenti nei tempi più brevi possibile». Terminata la prima fase della selezione, sarà la stessa compagnia a sollecitare i prescelti a presentare l’offerta formale. È evidente che tale strategia lascia le mani più libere a Prato per portare a termine la mission di vendita della compagnia. Una procedura che comunque non potrà avere tempi lunghi, nonostante le pressioni in tal senso di una parte dei sindacati. Entro novembre la scelta dovrebbe essere approdata alla soluzione finale. Tra i motivi per stringere i tempi, vi sarebbe anche la parallela procedura di vendita di Iberia. Alla compagnia spagnola sono interessati sia i francesi sia i tedeschi, oltre British Airways che insieme agli americani di Texas Pacific Group ha presentato un’offerta in cordata con altre società iberiche. Nelle trattative serali a piazza Affari, il titolo Alitalia ha guadagnato subito dopo l’emissione del comunicato l’1% risalendo a 0,826 euro.

Continuano intanto le iniziative per l’aeroporto di Malpensa. Ieri tutti gli enti e le realtà rappresentative del sistema lombardo delle autonomie (Province, Comuni, Comunità montane, Camere di commercio, Università e scuole) hanno condiviso e sottoscritto con Regione Lombardia un documento che chiede «il rilancio di Malpensa, leva irrinunciabile per la competitività italiana».

Non è mancata la replica del ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi che ha dichiarato: «Ho l’impressione che questo stato di agitazione permanente messo in moto dal governatore Formigoni e da altre realtà sia leggermente fuori scala». Poiché Alitalia è destinata a essere venduta, «è con la nuova proprietà che dovremo fare i conti» per il futuro di Malpensa». Secondo Bianchi «Alitalia ha deciso di cancellare 150 voli da Malpensa, cosa che peraltro avverrà a primavera del prossimo anno, per una strategia aziendale che deve risanare i conti».