Alitalia, spunta l'alleanza con Air France

British Airways alza la polemica: "Aiuti ingiusti, la Commissione europea deve prendere una posizione forte". Rincara la dose il direttore finanziario di
Ryanair: "Atto oltraggioso". Il Tesoro: "Aiuto pubblico coerente"

Istanbul - Duro attacco ad Alitalia da British Airways e Ryanair che invitano l'Unione europea a intervenire seriamente contro il prestito ponte. Ma da via XX Settembre arriva l'imput a continuare. intanto, dopo l'incontro tra il premier Berlusconi e il presidente francese Sarkozy, si profila una possibile alleanza tra l'aviolinea italiana e AirFrance.

Lo stato di salute della compagnia Il numero uno di British Airways, Willie Walsh, in un colloquio a margine dell’assemblea annuale dell’associazione delle compagnie aeree Iata a Istanbul, rileva che Alitalia "è in una situazione di difficoltà incredibile perchè la compagnia non ha più forza finanziaria". "Io mi chiedo semplicemente - dice Willie Walsh - come possa sopravvivere". L’intervento del governo italiano con l’utilizzo del prestito da 300 milioni per salvare il capitale altera la concorrenza? "Penso che non sia giusto che il governo italiano dia sostegno finanziario ad Alitalia, non sono d’accordo", dice Walsh, che sollecita un intervento di Bruxelles: "Credo che la Commissione Europea debba assumere una posizione netta e chiara. Penso che la situazione di Alitalia richieda che sia la stessa Alitalia a doverla affrontare. E non il governo italiano".

Gli obblighi dell'Ue Bruxelles "deve prendere una posizione forte per avere credibilità non solo in Europa, ma in tutto il mondo. E questo significa che le possibilità di sopravvivenza per Alitalia sono molto basse". British Airway non ha alcun interesse per la compagnia italiana e non ha valutato un progetto di acquisizione, indica Walsh. "No, nessun progetto. Io so che c’erano alcune compagnie interessate, come AirFrance-Klm, ma British non ha mai avuto alcun interesse, e ancor meno adesso. Alitalia non aggiungerebbe alcun valore strategico a British Airways". Alitalia, spiega, "è una situazione molto difficile", anche perché non ha vissuto la fase di cambiamento, negli anni scorsi, che ha reso più forti molte altre compagnie.

Le difficoltà del settore "Se si guarda a come l’industria del settore europea si è ristrutturata negli ultimi anni non sembra che Alitalia abbia attraversato lo stesso percorso". Ed oggi, rileva Walsh a Istanbul, dove le compagnie aeree di tutto il mondo si stanno confrontando sull’emergenza dell’impatto sui costi del carburante dei record del petrolio, Alitalia deve aggiungere ai suoi problemi le difficoltà dell’intero settore del trasporto aereo. "Sta attraversando un contesto molto difficile: Alitalia aveva grandi difficoltà ancora prima che il petrolio salisse oltre 100 dollari, ed ora io posso solo dire che adesso non vedo proprio come possa sopravvivere".

L'attacco di Ryanair I 300 milioni di euro concessi dal governo all’Alitalia e trasformati in patrimonio netto, sono "oltraggiosi". Secondo il direttore finanziario di Ryanair, Jimmy Dempsey, che parla di "atto oltraggioso"."gli aiuti di Stato hanno fatto sì che Alitalia restasse operativa negli ultimi 10 anni, dovrebbero lasciarla fallire. Noi continuiamo a segnalare queste cose alla Commissione Europea, ma per ora non ci sono novità". Dempsey in realtà vede come "ancora possibile" un accordo con Air France/Klm, che "continuerà a guardare ad Alitalia". Su Malpensa, per cui Ryanair aveva fatto un’offerta che avrebbe comportato l’apertura di una base con 12 aerei, poi rifiutata dalla Sea, Dempsey afferma: "Potrebbero cambiare idea, perchè è l’unico modo per salvare Malpensa. Loro hanno fatto un accordo con Air One, ma tra 12 mesi Air One potrebbe essere in fallimento a causa dell’aumento del prezzo del carburante".

La replica del Tesoro "In passato non sono stati vietati tutti gli aiuti di stato, un conto per esempio è l’aiuto per favorire le privatizzazioni, strumentale a operazioni di mercato". Lo ha dichiarato il ministro del Tesoro, Giulio Tremonti, specificando di aver "deciso l’advisor per avere un aumento di capitale coerente con un piano industriale elaborato dal mercato, sul mercato e per il mercato". Tremonti ha ribadito che ci sono "varie categorie di aiuti di stato, quelli vietati, quelli strumentali a operazioni di mercato forse consentiti". Il ministro a questo punto, però, ha messo le mani avanti: "Su questo ho ignoranza scientifica, magari non funziona, vedremo...". Tremonti si è dichiarato "sorpreso" dalle dichiarazioni del numero uno di air france spinetta (per la compagnia italiana sarebbe necessario un esorcista, aveva dichiarato spinetta). "Mi è sembrata una caduta rispetto allo stile del 22 maggio quando l’uscita di air france venne motivata con la rottura con il sindacato... Certo ciascuno ha i propri problemi non credo che air france sia messa così bene...". A questo punto il numero uno di via XX Settembre ha fatto una rapida cronistoria di quanto accaduto: dopo la rottura con air france "c’è stato il prestito ponte che avrei chiamato prestito e basta, prestito che viene contestato in europa, lo sceriffo europeo comincia a discutere quel decreto ritenendo che sia un aiuto di stato illegale". Quel punto "Alitalia ci informa graziosamente che sta per portare i libri in tribunale perchè quel decreto non bastava ad assicurare che alitalia sarebbe stata tenuta in vita e non c’era altra alternativa per il cda che portare i libri in tribunale. Di qui il nostro secondo decreto per rendere il prestito utilizzabile come patrimonio netto ed evitare il fallimento della società sotto i ferri prima di dare allo sceriffo (cioè la commissione europea - ndr) il tempo di sceriffare (cioè di portare a termine l’inchiesta informale sull’aiuto di stato - ndr)".

Berlusconi e gli accordi con AirFrance Non poteva che finire al centro del colloquio bilaterale a Palazzo Chigi tra Silvio Berlusconi e Nicolas Sarkozy il "fallimento" della trattativa tra Air France ed Alitalia, per mesi al centro delle cronache, con una riapertura a sorpresa di una possibile collaborazione da parte del premier italiano. Proprio nelle ore in cui il Cda della compagnia tricolore si appresta a conferire ad Intesa Sanpaolo il ruolo di advisor ed il numero uno di AirFrance-Klm sostiene, citando Maurizio Prato, che "per Alitalia ci vuole l’esorcista". "Per il futuro - apre Berlusconi - Alitalia avrà convenienza a trovare accordi con compagnie internazionali e Air France potrebbe essere un’ottima soluzione". Il presidente francese Nicolas Sarkozy non chiude la porta. "È il management di Air France che deve prendere la sua decisione", afferma in conferenza stampa congiunta con Berlusconi a Palazzo Chigi, aggiungendo che la posizione del premier italiano rappresenta "la volontà di non chiudersi nessuna porta alle spalle". "Ci potrebbe essere sempre un’altra opportunità di collaborare", aggiunge Sarkò. Al premier però preme sottolineare le cause "chiare a tutti", del fallimento della trattativa nei mesi scorsi. "Sono chiare a tutti le motivazioni per le quali si sono dovuti interrompere i rapporti con Air France - sottolinea Berlusconi - come condizione necessaria AF poneva la riduzione dei lavoratori e su questo i sindacati hanno preso posizione. Inoltre, le condizioni poste da AF non corrispondevano all’interesse italiano di non privarsi di una compagnia di bandiera".