Alitalia, spunta il maxipolo Air One-Meridiana

da Milano

Salvare Alitalia creando un unico polo aereo nazionale con Air One e Meridiana che a sua volta controlla oltre il 40% di Eurofly. Accantonata per il momento l’alternativa dello spezzatino, l’accordo a tre sarebbe una delle ipotesi allo studio per riscrivere il destino dell’ex compagnia di bandiera. Il dossier Alitalia è nelle mani di Intesa Sanpaolo e, come era stato anticipato, un primo punto della situazione era atteso tra venerdì scorso e l’inizio della prossima settimana.
Al momento si tratta di indiscrezioni ma la squadra guidata da Gaetano Miccichè, cui l’ad di Ca’ de Sass Corrado Passera ha affidato le trattative, sta lavorando su un «piano di intervento» da presentare all’assemblea dei soci e al cda Alitalia del 27 giugno. Due giorni prima, il 25 giugno, il ministro dell’Economia Giulio Tremonti dovrebbe riferire su Alitalia davanti alle Commissioni Trasporti di Camera e Senato.
La fusione con Alitalia era stata più volte ipotizzata dal proprietario di Air One, Carlo Toto. Da parte sua giovedì Meridiana potrebbe invece presentare un piano industriale di «lacrime e sangue». A temerlo sono i sindacati, una parte dei quali promuove la creazione di una grande compagnia nazionale frutto della fusione dei tre vettori. Il disegno trova sostenitori anche tra le fila del Pdl e consentirebbe più margini di trattativa con un eventuale partner internazionale.
Il lavoro di Intesa procede spedito: la squadra di Passera starebbe studiando l’integrazione dei network Alitalia-Air One, così da ottimizzare flotta e personale. Le indiscrezioni mettono però in allarme i sindacati. L’Anpac parla di «quote di esuberi ingenti, superiori a quelle ipotizzate nel piano di Air France-Klm» e chiede, come la Uiltrasporti, che i sindacati siano coinvolti già in questa fase. «Ci risulta che il lavoro sia piuttosto avanzato - dice Stefano De Carlo, vicepresidente Anpac - con un’analisi suddivisa tra varie sezioni; una di queste riguarda il network che sarebbe pensato in integrazione con quello di Air One». Secondo altre ipotesi l’area Cargo di Alitalia potrebbe invece essere rilevata da alcuni imprenditori del Centro-Sud. Lo ha detto il finanziere Fabio Verna che lavora con Bruno Ermolli sulla cordata italiana su incarico del premier Silvio Berlusconi. Secondo Verna, tuttavia, nel riassetto di Alitalia «un ruolo insostituibile» continua ad averlo un vettore internazionale. «Al momento infatti in Italia non c’è nessun imprenditore capace di mettere sul piatto i tre miliardi necessari al rilancio dell’aviolinea». Malgrado le smentite, per Verna in pole position resterebbe Air France-Klm (a cui andrebbe il 10-15%), quindi la cordata italiana con «una partecipazione del 20%, pari a un investimento di circa 600 milioni». Mentre Air One agirebbe come partner industriale visto che Toto ha già un’esposizione dichiarata non inferiore ai 560-570 milioni. Possibile l’ingresso nel capitale di Intesa, oggi advisor.