Alitalia, spunta un polo AirOne-Meridiana

Roma - E' a un 'piano di intervento' da presentare a fine mese, in occasione dell'assemblea e cda del 27, che sta lavorando la squadra di Intesa Sanpaolo guidata da Gaetano Micciché, capo divisione corporate della Cà de Sass e Franco Cané, incaricati dall'amministratore delegato Corrado Passera per l'esame del dossier Alitalia. Prosegue un'attenta radiografia sui conti e sui settori di attività della compagnia; il contatto tra gli uomini della squadra e lo stesso Passera viene definito "continuo", in una fase in cui - a quanto si apprende - tutte le ipotesi sarebbero ancora in campo.

Uno scorporo non è tuttavia all'ordine del giorno, si cerca una soluzione possibile per l'ingresso di nuovi soci, anche industriali. Accantonata al momento l'ipotesi-spezzatino, si infittiscono infatti le voci di contatti in corso per un progetto di costruzione di un polo aereo nazionale, un polo a tre, composto da Alitalia, Air One e Meridiana. La fusione tra Air One e Alitalia è stata più volte ipotizzata favorevolmente dal patron della compagnia privata, Carlo Toto. Meridiana si appresta a ufficializzare giovedì prossimo un piano industriale tutto "lacrime e sangue", secondo i sindacati parte dei quali vedrebbe positivamente la creazione di una grande compagnia nazionale frutto della fusione dei tre vettori. Un disegno che trova sostenitori anche tra le fila della Pdl e consentirebbe tra l'altro, margini di maggiore trattativa con un eventuale partner internazionale.

Occhi puntati intanto sull'audizione del ministro dell' Economia Giulio Tremonti che il 25 giugno dovrebbe riferire su Alitalia davanti alle Commissioni Trasporti di Camera e Senato. Il lavoro della squadra di Passera intanto va avanti spedito: si starebbe già studiando l'integrazione dei due network Alitalia-Air One, in modo da ottimizzare flotta e personale. Le voci che trapelano mettono però in allarme i sindacati. L'Anpac parla già di "quote di esuberi ingenti, superiori a quelle ipotizzate nel piano di Air France-Klm" e chiede, così come la Uiltrasporti, che i sindacati siano coinvolti già in questa fase. "Ci risulta che il lavoro sia già piuttosto avanzato - dice Stefano De Carlo, vicepresidente Anpac - con un'analisi suddivisa tra varie sezioni; una di queste riguarda il network che sarebbe pensato in integrazione con quello di Air One.

Un network sovrapponibile tra le due compagnie crea ridondanze di collegamenti, tenendo presente anche l'obiettivo di una capacità di riempimento dei velivoli di circa il 75%. Ciò dà luogo a una serie di tagli, sia di aerei che di personale. Circolano voci preoccupanti circa l'entità degli esuberi, la cui quota sarebbe ingente maggiore a quella ipotizzata nel piano di Air France" L'obiettivo degli uomini di Passera è poter presentare entro il prossimo consiglio di amministrazione della compagnia di bandiera fissato per il 27 giugno un 'piano di intervento', da sottoporre all'assemblea degli azionisti prevista per lo stesso giorno. Secondo ambienti vicini alla Cà de Sass Passera viene aggiornato "più volte quotidianamente" sulla vicenda e gli incontri con Micciché sono "di routine", così come è sempre più frequente la presenza degli uomini di Intesa Sanpaolo a Roma.

Nell'attuale fase le consultazioni avvengono "a tutto campo" e comprendono anche i possibili investitori, dal patron di AirOne Carlo Toto al gruppo Ligresti, Roberto Colaninno. Quest'ultimo, sembra di capire, non avrebbe posto una vera e propria pregiudiziale sulla presenza di una compagnia straniera. Intesa Sanpaolo resta un consulente finanziario in questa prima fase. Un suo ruolo attivo ci potrebbe essere solo in un secondo momento. Prosegue intanto la sospensione del titolo dagli scambi di Piazza Affari decisa lo scorso 4 giugno da Borsa Italiana e Consob. Alitalia, secondo il presidente della Commissione Lamberto Cardia "non è un argomento che non si considera con la dovuta attenzione" e con la Borsa c'é "assoluta cooperazione".