Alitalia taglia i voli a medio e breve raggio. E Airone rilancia l'offerta

Il piano del cda. Esuberi concordati con i sindacati. <strong><a href="/a.pic1?ID=204466" target="_blank">Malpensa: 9% di passeggeri in più. Formigoni convoca un vertice con i governatori del Nord</a></strong>

Roma - Una riduzione, a livello di gruppo, degli aeromobili di breve-medio raggio e un incremento (a fine periodo) degli aeromobili di lungo raggio. Lo prevede il piano industriale 2008-2010 dell’Alitalia approvato oggi dal Cda ,assieme alla «razionalizzazione e la semplificazione del network e lo sviluppo dell’attività low cost» che consentiranno «un recupero della produttività degli aeromobili di breve e medio raggio del 14% circa (in termini di ore volate medie giornaliere)». Il piano partirà a marzo 2008. Il cda ha anche confermato, senza specificare l'entità, la necessità di un aumento di capitale.
Aumento di passeggeri La compagnia indica il numero complessivo dei passeggeri del gruppo che passa da circa 25,5 milioni stimati per il 2007 a 28,7 milioni per il 2010, con un tasso di crescita medio annuo pari al 3,8%; la capacità complessivamente del gruppo (in termini di posti offerti) cresce ad un tasso medio annuo dell’1,6%; il numero delle ore volo di breve e medio raggio si mantiene sostanzialmente stabile nell’arco di piano (-0,3% medio annuo tra il 2007 e il 2010), mentre il numero delle ore volo di lungo raggio cresce ad un tasso medio annuo del 5% nello stesso periodo (crescita concentrata nella fase finale del piano in connessione con l'entrata di nuovi aeromobili). In conseguenza, spiega la società, «il coefficiente di riempimento si incrementerà da un livello del 64% stimato per l’intero 2007 ad un livello di 68,4% per il 2010; l’attività del cargo (in termini di tonnellate chilometro offerte) crescerà ad un tasso medio annuo del 4,5%, ed il trasportato del 2,4%.
Esuberi definiti con i sindacati Gli esuberi di personale saranno definiti dalla compagnia d'intesa con i sindacati. «Le ricadute sugli aspetti occupazionali derivanti dall’attuazione del piano - informa il comunicato diffuso al termnine del cda - saranno definite in stretta intesa con le organizzazioni sindacali e le associazioni professionali, anche con riferimento al posizionamento delle attività dei vettori del gruppo ed alle modalità operative di impiego del personale degli stessi, nonchè alla possibile diretta coperatura delle rotte oggi operate da provider terzi in collaborazione con Alitalia».
Contatti con i potenziali acquirenti Alitalia ha già iniziato, con l’assistenza dell’advisor finanziario Citi, «i primi contatti con soggetti potenzialmente interessati» alla gara di privatizzazione della compagnia di bandiera. Contatti, prosegue la nota, che la società «prevede di completare nei tempi più brevi».

La Fit-Cisl: bene, ma non va trascurata Malpensa Modifiche alle rotte e alla flotta appaiono necessarie, ma non devono pregiudicare il rilancio di Alitalia, nè trascurare l’aeroporto di Malpensa. Per il segretario generale della Fit-Cisl, Claudio Claudiani, il piano «è necessario per evitare il fallimento di Alitalia e favorirne la privatizzazione» ma l’intervento sulla compagnia «deve rispondere a due requisiti imprescindibili: solidità industriale e sicurezza patrimoniale dei partner, per evitare pericolosi avventurismi. L’azionista e il governo devono pronunciarsi con chiarezza sulle linee del piano di salvataggio e convocare i sindacati». Il sindacalista ha auspicato che «il salvataggio della compagnia non finisca per trascurare lo scalo di Malpensa e le opportunità che offre».

Air One rilancia. Toto: salveremo Malpensa L’offensiva di Air One su Alitalia continua. Faremo una grande operazione, ha detto da Cernobbio il patron Carlo Toto, promettendo la coesistenza tra Fiumicino e Malpensa e aggiungendo di stare già preparando «personale, management di alta qualità». Perché Alitalia possa stare «sul mercato. La privatizzazione è l’ultimo treno», aggiunge Toto che ai sindacati lancia un messaggio chiaro: «Come si dice dalle mie parti la festa è finita». Aggiungendo però che con i sindacati «bisogna fare un buon accordo, con il consenso di tutti e non solo con quello di alcune sigle». Il numero uno di Air One ha quindi aperto le porte alla coesistenza fra Fiumicino e Malpensa: «Londra ha tre, quattro aeroporti, la Germania ha Francoforte, Monaco di Baviera e ormai anche Zurigo, quindi credo proprio che sia possibile per l’Italia avere due hub. È ovvio, è possibile e necessario che gli utenti del Nord Italia siano serviti come gli altri». Toto ha quindi lasciato parlare l’ad di Intesa, Corrado Passera, il quale ha chiesto al governo «di decidere in fretta per la privatizzazione». L’ad ha ricordato come ad esempio «non si è deciso ancora di chiarire i rapporti con Az Service» e ha poi ammonito: «Stiamo facendo perdere valore alla compagnia». Infine «spetta al venditore decidere ma presto perchè non si può lasciare un’azienda in queste condizioni».

Montezemolo: "Su Malpensa prevalga l'interesse nazionale" E sempre da Cernobbio, sul tema Alitalia, è intervenuto anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo. In particolare sulla decisione di ridimensionare o meno Malpensa da parte di Alitalia dovrebbe "prevalere il senso del bene nazionale e non solo la competizione campanilistica", ha detto. "È l’azienda che deve decidere nel suo piano industriale se stare a Malpensa, a Fiumicino o a Palermo - ha aggiunto - ma c’è un’area produttiva fondamentale per l’Italia che è al Nord di cui bisogna tenere conto". Montezemolo ha poi aggiunto che sarebbe anche utile fare "una riflessione su come la politica riduce le aziende" di cui è principale azionista.