Alitalia, Tajani (Ue): «Controllo rigoroso»

da Milano

«Daremo alla Ue le spiegazioni che chiede» ha detto ieri tranquillamente il ministro dei Trasporti, Altero Matteoli, che già mercoledì aveva osservato: sono preoccupato per Alitalia, non per l’indagine europea. Quest’ultima, avviata formalmente, tenderà ad accertare se il prestito-ponte possa configurarsi come aiuto di Stato: in questo caso andrebbe restituito, perché illegittimo. Ma i tempi saranno più lunghi (un massimo di 18 mesi) di quelli previsti per una definizione della vicenda italiana, così che i 300 milioni, al momento di un’eventuale pronuncia Ue, potrebbero essere stati già restituiti (il prestito scade il 31 dicembre), oppure - nel caso peggiore - potrebbero essere andati già perduti. Dopo la lettera inviata ieri da Bruxelles al ministro degli Esteri Frattini, l’Italia ha 15 giorni per le sue controdeduzioni. Anche i ricorrenti - molte compagnie europee in competizione con Alitalia - potranno rafforzare la loro opposizione contro il finanziamento.
Una novità rispetto al passato è che il commissario europeo ai Trasporti è italiano, Antonio Tajani, il quale con molto fair play ha assicurato che «un controllo scrupoloso del rispetto delle regole nel settore dei trasporti sarà assicurato durante il mio mandato, così come lo è stato durante il mandato del mio predecessore». Va ricordato tuttavia che all’epoca dell’apertura di Malpensa, dieci anni fa, l’allora commissario Neil Kinnock, inglese e molto legato a British Airways, fu una pedina essenziale nella guerra scatenata dalle compagnie europee contro l’hub lombardo, e di conseguenza contro Alitalia.