Alitalia, il Tesoro completa la squadra

La società Bain & company nominata consulente industriale: fisserà i criteri con cui dovranno essere formulati i piani

da Milano

Ieri il Tesoro ha completato la sua «squadra» in vista della privatizzazione di Alitalia: ha nominato la società Bain & company proprio consulente industriale, e in questo ruolo affiancherà - oltre agli uomini del ministero - l’advisor legale (lo studio Chiomenti) e quello finanziario (Merrill Lynch). Il ministero aveva informalmente invitato una rosa di società di consulenza a dichiarare il proprio interesse per l’incarico. Alcune di esse hanno declinato sia per l’(ovvia) incompatibilità con eventuali incarichi da parte delle cordate, sia per il budget poco attrattivo riservato al contratto (da indiscrezioni, 130mila euro). Il lavoro, oltre che complesso, è delicato: riguarda la fissazione dei parametri oggettivi che permettano il confronto e la valutazione dei piani industriali, l’analisi dei progetti che saranno presentati, e l’impegno, successivamente, a monitorare per un anno l’esecuzione del piano da parte degli acquirenti.
Bain & company ha collaborato in passato con Alitalia, fino all’uscita di Francesco Mengozzi e all’arrivo di Giancarlo Cimoli. All’interno della società è presente, in particolare, un esperto, Roberto Scaramella, autore di un progetto nell’area cargo; ma gli interventi di consulenza hanno riguardato diversi settori della compagnia, così che oggi Bain si presenta con un’esperienza specifica sul settore e con una buona conoscenza dell’azienda.
Quanto alla procedura, è stata avviata la verifica delle credenziali richieste dal bando agli interessati, una fase nella quale il ministero è affiancato soprattutto dall’advisor legale. Ai soggetti che saranno ammessi alla seconda fase sarà inviato un «pacchetto» di informazioni aggiuntive, compresi i vincoli - rigidi e flessibili - dei quali dovranno tenere conto i candidati. A questo punto verrà stabilito un termine (presumibilmente 4-6 settimane) per la presentazione di offerte preliminari non vincolanti, contenenti indicazioni generiche di prezzo, le linee del piano industriale e le modalità attraverso le quali far fronte alle esigenze finanziarie (acquisto e investimenti).
Solo a quel punto si aprirà la «fase tre», la vera strettoia, che impegnerà un arco di tempo non prevedibile: saremo, presumibilmente, in aprile. Saranno selezionati i soggetti da ammettere alla «data room», a incontri con i manager e con i consulenti. Solo alla fine di quest’ultimo arco di lavoro saranno presentate le vere offerte definitive. A oggi, comunque, nulla è scontato: è anche possibile che i candidati si ritirino prima della conclusione. Quanto alle aggregazioni di soggetti, già presenti o nuovi, il ministero si è riservato di comunicarne le modalità. È probabile che la composizione definitiva delle cordate si formi nel periodo intermedio, quello precedente alle offerte vincolanti. Di ieri l’indiscrezione che anche Mediobanca potrebbe entrare in gioco, forse come advisor di M&C (De Benedetti).
Oggi i sindacati saranno ricevuti a Palazzo Chigi per un vertice sull’Alitalia. In questo periodo, «sussulti» sindacali più o meno energici sono da considerare inevitabili. Meno 2,12% in Borsa.