Alitalia, il Tesoro rinvia di 10 giorni il termine della gara

Speculazione molto attiva: il titolo in Borsa «strappa» del 7 per cento

da Milano

Il Tesoro ha deciso ieri sera di rinviare di dieci giorni, al 12 luglio, il termine per la presentazione delle offerte definitive per Alitalia. Secondo la motivazione ufficiale, la decisione è stata presa per valutare al meglio le offerte pervenute. La proroga era nell’aria, anche se tutti negavano di averla richiesta; il rientro in gara di Matlin Patterson ha dato un’occasione plausibile per farlo, anche se un rinvio - a sei mesi dall’avvio - non fa che alimentare perplessità sulla procedura.
Ieri in Borsa il titolo Alitalia ha accelerato fin dalle prime battute, è arrivato a guadagnare l’8%, è stato sospeso e poi ha chiuso a più 6,8% (0,82 euro). Alitalia non è nuova a strappi sostenuti da grossi volumi: ieri, circa 80 milioni di pezzi. Che cosa ha provocato questa spinta improvvisa, quando i report di tre primari istituti - Citigroup, Dresdner e Deutsche - sono concordi nel raccomandare: «sell», vendere? Il buon senso infatti non può che far immaginare prezzi inferiori per Alitalia. La società perde quasi 2 milioni al giorno e sopravvive per miracolo; dal punto di vista della procedura, il prezzo che verrà offerto sarà più basso di quello di Borsa (Tpg nelle buste preliminari aveva proposto poco più di zero), e l’Opa obbligatoria, stabilita su medie ponderate, sarà quindi lanciata a valori inferiori agli attuali. Questo spiega il «sell». Ma come si spiegano allora degli strappi come quello di ieri, che vedono piovere acquisti e salire il prezzo? Proprio perché le aspettative sono negative, gli operatori sono posizionati su operazioni a termine al ribasso; puntano cioè al differenziale tra il prezzo della vendita e quello del riacquisto, stabilito in una data futura. Ma se una notizia positiva, o presunta tale, rischia di influenzare il prezzo all’insù, gli stessi operatori corrono a «ricoprirsi» comprando titoli per neutralizzare il proprio rischio. Si tratta quindi di rialzi puramente speculativi; e proprio per questo il titolo è volatile.
Le notizie di ieri, che il mercato ha letto come positive, sono l’ottimismo dimostrato dal vicepremier russo Medvedev sulle possibilità di Aeroflot di vincere. La Borsa ha anche apprezzato il rientro di Matlin, che valorizza la gara e dà ossigeno al Tesoro. Inoltre Corrado Passera, ad di Intesa Sanpaolo (spalla finanziaria di Air One) ha nuovamente affermato che «è assolutamente possibile» che altri partner finanziari si uniscano alla cordata (Mps ci sta pensando da un mese e non ha ancora deciso). La frase di Passera, di per sé, non dice nulla: ma le cronache registrano e le congetture fioriscono. Le azioni Alitalia sono comunque in minima parte in mano ai risparmiatori: le posizioni sono di soggetti istituzionali. Alcuni fondi pensione stranieri hanno affidato la gestione del rischio sulle proprie quote a fondi hedge, specializzati in speculazioni brevissime (perlopiù intraday), cosa che invece i fondi pensioni non possono fare direttamente.