Alitalia: il titolo vola, le hostess no

In serata la compagnia frena: «Intese con le banche ancora in discussione»

da Milano

Alitalia, il titolo vola ma le trattative sindacali restano a terra. Per gli assistenti di volo che hanno proclamato lo sciopero a fine agosto il ministro Lunardi ha già deciso la precettazione, anche se il suo collega Maroni tenta oggi una mediazione in extremis. In Borsa invece Alitalia è stata protagonista di un vero e proprio rally, concluso con un progresso del 10,94% a un prezzo di riferimento di 0,2667 euro. A mettere le ali al titolo sono state le dichiarazioni del numero uno Giancarlo Cimoli sulla ricapitalizzazione «senza problemi» di Alitalia. «A giorni verrà firmato un accordo tra le due banche», ovvero Banca Intesa e Deutsche Bank, ha detto il presidente domenica al meeting di Rimini. La promessa ha convinto il mercato: 78,8 milioni le azioni scambiate, pari al 2% circa del capitale, contro gli 1,6 milioni di titoli passati di mano nell'ultima seduta. Un entusiasmo forse un po’ prematuro, tanto che la compagnia di bandiera ha parzialmente corretto il tiro, precisando, a mercati chiusi, che la garanzia dei due istituti è ancora in fase di discussione. «Ad oggi - si legge nella nota di Alitalia - Banca Intesa non ha assunto alcun impegno di pregaranzia, di garanzia, o di altro genere nei confronti della compagnia in relazione alla progettata operazione di ricapitalizzazione di Alitalia». La compagnia aggiunge che «il coinvolgimento di Banca Intesa oltre che di Deutsche Bank nell'impegno - subordinato all'avverarsi di alcune condizioni anche di mercato - a stipulare un contratto di garanzia, relativo al progettato aumento di capitale di Alitalia, è attualmente in fase di discussione e potrebbe essere formalizzato nei prossimi giorni, se raggiunto un accordo tra le parti».
Accordo sempre più lontano, invece, tra la compagnia di bandiera e il Sult, il sindacato degli assistenti di volo che ha confermato lo sciopero per il 30 e il 31 agosto, in pieno controesodo. Una violazione del periodo di franchigia alla quale il ministro delle Infrastrutture Pietro Lunardi intende rispondere con la precettazione, come richiesto dalla commissione di garanzia per gli scioperi dopo il fallimento dell’incontro con le parti di ieri mattina. «Non vedo margini per evitarla», ha detto il ministro, aggiungendo che la precettazione scatterà anche nel caso di altri scioperi «in questo periodo, quando cioè non sono ammessi».
L’estrema mediazione è affidata all’incontro di oggi pomeriggio tra Roberto Maroni e Giancarlo Cimoli. Il ministro del Welfare cercherà di far sedere attorno allo stesso tavolo il presidente di Alitalia e i vertici dell’organizzazione “ribelle” a cui l’azienda ha revocato i diritti sindacali, escludendola da ogni trattativa. «Verificherò oggi stesso - ha detto ieri il ministro - la possibilità di realizzare questo vertice a tre. Sono contro la logica dei tavoli separati. La mia iniziativa è tesa a evitare lo sciopero: non è il caso di cincischiare, bisogna risolvere i problemi. Questa situazione rischia solo di danneggiare i viaggiatori».