Dopo Alitalia, tocca ad Air France: tremila tagli nei prossimi due anni

La Iata, l’associazione mondiale delle compagnie aeree, lo aveva previsto già lo scorso anno: nel 2009 i vettori degli Stati Uniti avrebbero chiuso i bilanci meglio di quelli europei. Il motivo è interessante: negli Stati Uniti già nel 2007-2008, a differenza che in Europa, sono state realizzate profonde ristrutturazioni, costate migliaia di posti di lavoro. In più, le condizioni malconce delle compagnie Usa hanno impedito il ricorso ai (costosi) contratti di hedging per ripararsi dai rincari del carburante. Morale: i vettori d’Oltreatlantico, liberi da vincoli, hanno potuto beneficiare in pieno dei ribassi del petrolio, mentre i «colleghi» europei sono rimasti inchiodati su contratti sottoscritti quando si scommetteva sul greggio a 100 dollari al barile (era 150, oggi è a 50). La prudenza si è trasformata in una perdita secca.
Ieri è stata la volta di Air France-Klm. La compagnia partner e socio di maggioranza di Alitalia, ha confermato la notizia diffusa dal quotidiano economico francese La Tribune di un taglio di 2.500-3.000 posti di lavoro entro il 2011. La soppressione avverrebbe - ha scritto La Tribune - senza ricorrere a licenziamenti, ma attraverso il non-rinnovo dei contratti a tempo determinato e la non-sostituzione dei dipendenti che vanno in pensione. Il gruppo oggi impiega circa 74.000 persone.
Petrolio a parte (che avrà un impatto negativo nell’esercizio 2009-2010 di almeno 200 milioni), il primo gruppo aeronautico europeo è fortemente colpito dal calo del traffico, ridottosi soprattutto nella fascia business dei voli intercontinentali, i più redditizi, con la conseguenza di un forte calo dei ricavi unitari. Nelle ultime settimane, per affrontare una congiuntura definita dal direttore generale Pierre-Henri Gourgeon «senza precedenti e senza visibilità sulla sua evoluzione», Air France-Klm ha nuovamente ridotto la propria capacità sia nel settore passeggeri (-3,4%), sia nel cargo (meno 13%). Di conseguenza, il gruppo prevede un calo dei ricavi nell’ordine del 6% per l’esercizio in corso (che chiude il 31 marzo 2010); la diminuzione dell’attività, si ripercuoterà peraltro sulla fattura petrolifera, sulla quale avrà un effetto positivo anche la diminuzione della percentuale dei volumi coperti da polizze (dal 90% al 43% attuale). I conti del bilancio 2008-2009 saranno resi noti il 19 maggio.
Già in febbraio Air France aveva annunciato, tra le misure anticrisi, il blocco del turnover, ma aveva escluso decisioni traumatiche sul personale. Ieri il titolo alla Borsa di Parigi ha guadagnato lo 0,23%; in una settimana il progresso è del 28,5%.