Alitalia, tutte le incognite del «toto-Toto»

da Milano

La gara per la privatizzazione dell’Alitalia è ormai ridotta a un «toto-Toto». L’Ap Holding di Carlo Toto, che controlla Air One, è praticamente il solo soggetto in corsa, visto che il fondo Matlin Patterson sembra essere svanito nel nulla. Di certo si sa che Toto è determinato ad andare fino in fondo, presentando l’offerta definitiva il 12 luglio; la sua determinazione è ben spalleggiata dalla componente Ds del governo, e trova in Intesa Sanpaolo un partner finanziario altrettanto motivato. La strada sembrerebbe tracciata a senso unico; invece il fermento romano sulla vicenda è elevato, al punto che molti nutrono incognite sulla conclusione della procedura e sull’affacciarsi di nuove ipotesi e nuovi contendenti. Tra martedì e ieri si sono succeduti numerosi incontri, che hanno avuto l’apice a Palazzo Chigi in un vertice con il Presidente del Consiglio, Romano Prodi; si sono incontrati lo stesso Toto e il ministro dell’Economia, Tommaso Padoa Schioppa (il venditore); si sono a lungo intrattenuti per fare il punto, ieri sera, gli advisor del Tesoro.
Un’incognita è costituita dal prezzo. L’offerta economica dei partecipanti alla gara avrà successo solo se uguale o superiore alla stima effettuata da un consulente esterno (Credit Suisse); il che equivale a un terno al lotto. Toto gradirebbe passare, a questo punto, a trattativa privata con il Tesoro, attraverso la quale vorrebbe ottenere di pagare poco o nulla la quota del Tesoro per immettere risorse fresche direttamente nella compagnia. Ma l’abbandono della procedura, possibile in qualunque momento, potrebbe aprire la trattativa privata anche con nuovi soggetti (Air France, Lufthansa): e questo non sarebbe gradito a Toto, sempre pronto a raffiche di carte bollate. L’esito della vicenda è molto incerto, e va ricordato che il 12 è soltanto il termine per le offerte; le decisioni seguiranno nelle settimane successive.
Ieri il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, unico a rompere il silenzio dopo il vertice governativo, ha detto: «Dobbiamo completare l’iter cominciato. Non abbiamo motivo di pensare ad altre metodologie di lavoro». «Il 12 luglio attendiamo la presentazione del piano industriale sino ad allora non abbiamo motivo di cambiare. Dopo le offerte definitive vediamo». Bianchi ha escluso l’ipotesi di una liquidazione di Alitalia: «Non voglio occuparmi di altre ipotesi».
Ieri frattanto sono emersi per la prima volta dei dati sulla controllata di Alitalia, Volare, il cui acquisto è ancora sottoposto ai ricorsi proprio di Air One, a suo tempo in gara per rilevarla dal commissario. L’occasione è stato il battesimo del quarto A320, fresco di fabbrica, intitolato alla Provincia di Varese. Nei 10 mesi dell’esercizio 2006 la compagnia ha fatturato 75 milioni e ne ha persi 14; non ha problemi di liquidità perchè provvede la controllante e ha come obiettivo il progressivo trasferimento a Malpensa, per «liberare» le 12 coppie di slot di cui è titolare a Linate, a favore della stessa Alitalia, che li opererà in code sharing. Il ritorno in pareggio è previsto per il 2009.