Alitalia, tutti pazzi per andare in «Cigs»

Alitalia: è giallo sulla cassa integrazione. Secondo l’agenzia Radiocor le domande sarebbero superiori alle stesse richieste dell’azienda: al bando per la Cigs su base volontaria avrebbero infatti risposto oltre 900 lavoratori, tra personale navigante e di terra, a fronte dei 700 concordati nel marzo scorso tra la compagnia e i sindacati. Dal primo novembre prossimo, la cassa integrazione sarà a regime per gran parte dei 700 lavoratori selezionati: a quel punto, secondo l’agenzia, l’azienda, impegnata nel massimo sforzo per garantire il break even, potrebbe decidere di allargare la procedura ai richiedenti, aprendo una coda di trattativa con le organizzazioni sindacali.
Alitalia, dal canto suo, minimizza, anche se non si registrano smentite ufficiali: le richieste sarebbero non più di 800, sostiene un portavoce dell’azienda, non abbastanza quindi da far riaprire la trattativa.
Tanto più, sottolinea lo stesso portavoce, che un eventuale ampliamento della Cigs non avrebbe effetti, visto che siamo ormai a metà ottobre, sui conti del 2011, anno in cui è fissato il raggiungimento del break even: obiettivo peraltro confermato dal presidente Roberto Colaninno e dall’ad Rocco Sabelli lo scorso 29 settembre, in vista della trimestrale del 26 ottobre. Per il 2012, invece, Alitalia spera nell’utile netto.
Da parte dei sindacati, nessuna ammissione di trattative in corso: «Sulla cassa siamo a livello di colloqui informali, poco più che chiacchiere», dichiara Marco Veneziani, segretario della Uil Trasporti. «Con Alitalia stiamo discutendo, ma su altri temi», dice il coordinatore nazionale del Trasporto Aereo Fit-Cisl, Franco Persi.
Un fatto è comunque certo: l’offerta, per quanto riguarda la cassa integrazione di Alitalia, ha incontrato la domanda, anche in misura superiore alle previsioni. Vale la pena di ricordare che per gli ammortizzatori sociali i dipendenti Alitalia godono di un trattamento privilegiato, potendo sommare all’assegno Inps l’integrazione del fondo del trasporto aereo che copre fino all’80% del reddito effettivo.
L’intesa raggiunta nel marzo scorso tra azienda e sindacati prevedeva, per un periodo che va da un minimo di 12 a un massimo di 48 mesi, la collocazione in Cigs a zero ore di tutto il personale richiedente, con la possibilità di aggiungere ulteriori tre anni di mobilità per poter maturare i requisiti pensionistici. Inoltre, era prevista la trasformazione del contratto in part time per 550 assistenti di volo, in modo da consentire il rientro in azienda di 160 steward e hostess dalla cassa integrazione straordinaria.