Alitalia, Ue: "No aiuti di Stato" Napolitano: rispettare le regole

Air One si ritira, ma Toto riapre i giochi: "Solo se cambiano i termini". Anche Aeroflot pronta a rientrare in gara. Prodi: "Valutiamo ogni ipotesi". Il presidente della Repubblica: "No agli strappi con i diktat dell'Europa"

Milano - L'effetto del ritiro di Air One sull'acquisto della compagnia aerea nazionale non si è fatto attendere. Dopo aver aperto la giornata borsistica con un -8,5%, la compagnia di bandiera Alitalia inizia a ridurre il calo, che resta comunque pesante. Piazza Affari registra - 5,3% a 0,76 euro. Ma sia la compagnia di Toto che Aeroflot si dicono pronti a rientrare in gara se cambiano le condizioni. E mentre il governo si impegna a valutare tutte le ipotesi, dalla Commissione europea arriva un monito: "Lo Stato non aiuti ancora una volta l'Alitalia".

Napolitano: "Rispettare le regole europee" "Noi non possiamo pensare di fare strappi, dobbiamo collaborare nella Commissione europea e con il Consiglio europeo per definire le regole e attenersi a quelle regole". Così il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano incontrando i giornalisti al termine del suo viaggio a Lisbona ha risposto ad una domanda sulla situazione di Alitalia e sul monito dell’Ue riguardo agli aiuti di Stato. Quello degli aiuti di Stato è un problema "che si pone per tutti i paesi europei, ed è un problema delicato per tutti e non solo per l’Italia" ha proseguito Napolitano.

Prodi: "Valutiamo tutte le ipotesi" Il governo sta valutando il da farsi sulla vicenda Alitalia. Fonti di palazzo Chigi spiegano che "C'è tempo fino al 23 luglio", data di scadenza della presentazione delle offerte vincolanti. Sul rischio di un eventuale ricorso alla legge Marzano, le stesse fonti spiegano che "bisogna comunque tener presente che si tratta di un’azienda che ha liquidità". Per quanto riguarda la possibilità di una trattativa privata "il governo valuta tutte le ipotesi". Il premier Prodi da Bratislava commenta il ritiro di Air One dalla gara: "Dimostra come fosse profonda la crisi della compagnia. Non lo ignoravamo e adesso dobbiamo trarne le conseguenze". E spiega: "Si è concluso un processo come non volevamo e adesso stiamo già riflettendo su cosa fare per il futuro. Ci sono diverse ipotesi in campo".

No ai trucchi del governo Non resta che liquidazione. Roberto Maroni è critico nei confronti del governo sulla questione Alitalia e afferma: "Dopo il clamoroso fallimento della gara per la cessione di Alitalia, al governo non resta che convocare l’assemblea straordinaria dei soci per la messa in liquidazione della società. Tutti i tentativi di salvare Alitalia sono falliti. Ora c’è solo da augurarsi che al governo non venga in mente di utilizzare qualche trucco per svendere la società ad Air France, perché si tratterebbe del sacrificio dell’aeroporto di Malpensa sull’altare dei soliti interessi romani".

Air One: "Pronti a rientrare" Se le "condizioni consentiranno lo svilupo di un piano di crescita sostenibile, ci saremo". Air One conferma che "a queste condizioni non è possibile presentare un’offerta" per Alitalia. Intanto si allontana dalla trattativa con la compagnia aerea italiana anche il consorzio Tpg-Matlin Patterson-Mediobanca. Che si dichiara "non in gara" per Alitalia dopo il ritiro del 29 maggio.Queste le motivazioni della cordata: "Il consorzio, esaminata la procedura che regola la fase delle offerte vincolanti della vendita di alitalia, ritiene di non essere nelle condizioni di ottemperare a quanto da essa prescritto". Altra cosa è l’atteggiamento di Matlin Patterson che, autonomamente, può adottare ogni decisione.

Aeroflot: "Possibile rientro" La compagnia di bandiera russa Aeroflot potrebbe tornare in corsa nell’asta per la privatizzazione di Alitalia se cambiassero le condizioni della gara. Lo riferisce l’agenzia Interfax, citando l’ufficio stampa della società russa. Aeroflot si era ritirata nelle scorse settimane dalla procedura per la vendita di Alitalia.

"Nessuna gara se Alitalia viene liquidata" Se dopo il ritiro di Air One dalla gara dovesse cambiare il percorso deciso dal governo per Alitalia, non ci sarebbe una nuova gara ma trattative private con chi fosse interessato. La liquidazione è "l'ultima tra le ipotesi sul tavolo: mi sembra la meno idonea in tutto quello che abbiamo fatto e pensato fino a questo momento, quindi preferisco scartarla". Lo ha detto il ministro dei trasporti Alessandro Bianchi intervenendo alla trasmissione Viva Voce su Radio 24. E sulla possibilità che subentri Air France, commenta: "Ha più volte dichiarato di essere non interessata".

Delusione Grande deluso dalla rinuncia di Air One anche Corrado Passera, ad di Intesa San Paolo, l’istituto che aveva predisposto il piano finanziario per il gruppo di Carlo Toto. "Il piano industriale di Air One era molto solido, non era solo un piano di risanamento ma anche di rilancio di un’azienda che doveva essere risanata, un piano con tanti investimenti e voglia di fare di Alitalia, assieme ad Air One, uno dei più grandi gruppi europei", ha affermato Passera, a margine della riunione del comitato esecutivo dell’Abi. Che, in attesa della decisione del Tesoro, ha concluso: "Spero che non sia venuta meno la possibilità di poter contribuire al rilancio di Alitalia".

Tassoni: "Su Alitalia Padoa-Schioppa riferisca in Parlamento" "Siamo all’avventura: l’incrollabile sicumera di Padoa-Schioppa si infrange anche su Alitalia e ora torna lo spettro della sua svendita". Il capogruppo dell’Udc in commissione Trasporti della Camera, Mario Tassone, commenta così il ritiro di Air One dalla gara per l'acquisto di Alitalia. "È un pericolo che nella scorsa legislatura era stato opportunamente sventato ricorda l’esponente centrista. Si vede che, da parte del ministero dell’Economia, azionista di riferimento della compagnia di bandiera, qualcosa è mancato". E sottolinea: "Padoa-Schioppa riferisca al Parlamento e pensi a rimediare con urgenza al risanamento dell’Alitalia attraverso un piano di ristrutturazione industriale".